L’articolo analizza criticamente la sentenza della Corte di giustizia europea del 5 febbraio 2026 (causa C-810/24, Urban Vision SPA), che ha dichiarato incompatibile con il diritto dell’Unione il diritto di prelazione riconosciuto al promotore nelle procedure di finanza di progetto ad iniziativa privata. Dopo aver ricostruito la vicenda oggetto del rinvio pregiudiziale e il percorso argomentativo seguito dai giudici europei, il contributo evidenzia come la pronuncia, pur risolvendo il caso concreto, sollevi rilevanti questioni interpretative e sistemiche, in particolare in relazione ai principi di parità di trattamento, concorrenza e trasparenza. Gli Autori mettono in luce le tensioni tra l’approccio rigoroso della Corte e l’evoluzione più recente del diritto europeo dei contratti pubblici, caratterizzato da una crescente valorizzazione di obiettivi quali innovazione, sostenibilità, resilienza e sicurezza economica. In questo contesto, la prelazione viene riletta non come possibile fonte di distorsione concorrenziale, ma anche come strumento di incentivazione dell’iniziativa privata e di mobilitazione di risorse nei partenariati pubblico-privati, la cui rilevanza economica è confermata dai dati empirici sul mercato nazionale ed europeo.
Finanza di progetto e prelazione dopo la sentenza della Corte di giustizia nel caso Urban Vision Spa / Cozzio, M., Ricchi, M.. - In: DIRITTO COMUNITARIO E DEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI. - ISSN 0391-6111. - STAMPA. - 2026:2(2026), pp. 311-336.
Finanza di progetto e prelazione dopo la sentenza della Corte di giustizia nel caso Urban Vision Spa
Cozzio, MichelePrimo
;Ricchi, MassimoUltimo
2026-01-01
Abstract
L’articolo analizza criticamente la sentenza della Corte di giustizia europea del 5 febbraio 2026 (causa C-810/24, Urban Vision SPA), che ha dichiarato incompatibile con il diritto dell’Unione il diritto di prelazione riconosciuto al promotore nelle procedure di finanza di progetto ad iniziativa privata. Dopo aver ricostruito la vicenda oggetto del rinvio pregiudiziale e il percorso argomentativo seguito dai giudici europei, il contributo evidenzia come la pronuncia, pur risolvendo il caso concreto, sollevi rilevanti questioni interpretative e sistemiche, in particolare in relazione ai principi di parità di trattamento, concorrenza e trasparenza. Gli Autori mettono in luce le tensioni tra l’approccio rigoroso della Corte e l’evoluzione più recente del diritto europeo dei contratti pubblici, caratterizzato da una crescente valorizzazione di obiettivi quali innovazione, sostenibilità, resilienza e sicurezza economica. In questo contesto, la prelazione viene riletta non come possibile fonte di distorsione concorrenziale, ma anche come strumento di incentivazione dell’iniziativa privata e di mobilitazione di risorse nei partenariati pubblico-privati, la cui rilevanza economica è confermata dai dati empirici sul mercato nazionale ed europeo.| File | Dimensione | Formato | |
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