Il contributo si propone di verificare se, e a quali condizioni, la disciplina del consenso al trattamento dei dati personali possa contribuire a prevenire o mitigare gli effetti distorsivi derivanti dall’esercizio scorretto del potere connesso al controllo dei dati nelle relazioni di mercato. L’analisi riflette sul passaggio dalla stagione delle tutele forti, segnata dalla giurisprudenza della Corte di giustizia e dal GDPR, ai nuovi equilibri ricercati dal legislatore europeo tra protezione dei diritti fondamentali e competitività dei mercati nel contesto delle attuali tensioni geopolitiche e delle crisi globali. In tale scenario, il consenso, tradizionalmente considerato uno strumento debole rispetto al potere delle grandi piattaforme digitali, vede ridimensionata la propria funzione di esercizio del diritto fondamentale a favore di un diverso ruolo apprezzabile sul piano della partecipazione ai processi di governo dei dati e di allocazione del valore che ne deriva. Per quanto esposto ad asimmetrie informative, bias cognitivi e pratiche manipolative, peraltro accentuati dallo sviluppo di tecnologie digitali e di sistemi di intelligenza artificiale, il consenso può senz’altro essere strumento di riequilibrio dei poteri. Perché ciò accada è importante che si guardi alle condizioni di libertà del consenso anche dal punto di vista del mercato e delle pratiche degli agenti economici che vi operano, prestando particolare attenzione, per un verso, all’uso di tecniche manipolative e, per l’altro, alla presenza di alternative che rendano effettiva e concreta la strada del rapporto economico senza trattamento di dati personali. Serve a tal fine un approccio regolatorio integrato, capace di valorizzare il raccordo tra diritti fondamentali e regole del mercato, nel rispetto dei principi di proporzionalità, effettività e precauzione.
THE EVOLVING PARADIGMS OF CONSENT TO THE PROCESSING OF PERSONAL DATA: BETWEEN PRIVATE POWERS, LEGAL SAFEGUARDS, AND DATA GOVERNANCE. This article aims to examine whether, and under what conditions, the rules governing consent to the processing of per-sonal data can help to prevent or mitigate the distorting effects arising from the improper exercise of power associated with data control in market relations. The analysis reflects on the new balance sought by the European legislator between the protection of fundamental rights and market competitiveness in the context of current geopolitical tensions and glob-al crises. In this scenario, consent, traditionally regarded as a weak tool compared to the power of large digital platforms, sees its function as the exercise of a fundamental right scaled back in favour of a different role that is significant in terms of participation in the processes of data governance and the allocation of the value derived from it. Given the information asymmetries, cognitive biases and manipulative practices, which are, moreover, exacerbated by the development of dig-ital technologies and artificial intelligence systems, consent can serve as a tool for rebalancing powers only if its freedom is safeguarded, paying particular attention, on the one hand, to the use of manipulative techniques and, on the other, to the availability of alternatives that make the option of an economic relationship without the processing of personal data effective and tangible. To this end, an integrated regulatory approach is required, capable of enhancing the link between fundamental rights and market rules, whilst respecting the principles of proportionality, effectiveness and precaution.
Le stagioni del consenso al trattamento dei dati personali tra poteri privati, tutele e governo dei dati / Iamiceli, P.. - In: RIVISTA ITALIANA DI INFORMATICA E DIRITTO. - ISSN 2704-7318. - 2026, 8:2(2026), pp. 1-20. [10.32091/RIID0284]
Le stagioni del consenso al trattamento dei dati personali tra poteri privati, tutele e governo dei dati
Iamiceli, Paola
2026-01-01
Abstract
Il contributo si propone di verificare se, e a quali condizioni, la disciplina del consenso al trattamento dei dati personali possa contribuire a prevenire o mitigare gli effetti distorsivi derivanti dall’esercizio scorretto del potere connesso al controllo dei dati nelle relazioni di mercato. L’analisi riflette sul passaggio dalla stagione delle tutele forti, segnata dalla giurisprudenza della Corte di giustizia e dal GDPR, ai nuovi equilibri ricercati dal legislatore europeo tra protezione dei diritti fondamentali e competitività dei mercati nel contesto delle attuali tensioni geopolitiche e delle crisi globali. In tale scenario, il consenso, tradizionalmente considerato uno strumento debole rispetto al potere delle grandi piattaforme digitali, vede ridimensionata la propria funzione di esercizio del diritto fondamentale a favore di un diverso ruolo apprezzabile sul piano della partecipazione ai processi di governo dei dati e di allocazione del valore che ne deriva. Per quanto esposto ad asimmetrie informative, bias cognitivi e pratiche manipolative, peraltro accentuati dallo sviluppo di tecnologie digitali e di sistemi di intelligenza artificiale, il consenso può senz’altro essere strumento di riequilibrio dei poteri. Perché ciò accada è importante che si guardi alle condizioni di libertà del consenso anche dal punto di vista del mercato e delle pratiche degli agenti economici che vi operano, prestando particolare attenzione, per un verso, all’uso di tecniche manipolative e, per l’altro, alla presenza di alternative che rendano effettiva e concreta la strada del rapporto economico senza trattamento di dati personali. Serve a tal fine un approccio regolatorio integrato, capace di valorizzare il raccordo tra diritti fondamentali e regole del mercato, nel rispetto dei principi di proporzionalità, effettività e precauzione.| File | Dimensione | Formato | |
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