Questo articolo propone una lettura del racconto An Unwritten Novel di Virginia Woolf come risposta sperimentale al suo incontro con uno dei più fertili espedienti narrativi di Fëdor Dostoevskij, denominato da Michail Bachtin dialogismo. L’obiettivo è quello di contribuire ad una comprensione più profonda dell’influenza, interazione e comunicazione interculturale tra due mondi così distanti da un punto di vista geografico e temporale. Basandosi sugli studi più recenti dei contatti culturali tra il modernismo britannico e la letteratura russa, non da ultimo il saggio A People Passing Rude: British Responses to Russian Culture (2012) edito da Anthony Cross e Russomania (2020) di Rebecca Beasley, questo articolo analizza la narrativa woolfiana come un’incorporazione dialogica di elementi russi all’interno della poetica modernista, realizzata appunto attraverso la lettura critica e la traduzione delle opere di Dostoevskij. Partendo dall’idea sostenuta da Bachtin che il dialogo sia la natura essenziale della narrativa dostoevskijana, si mostrerà come in An Unwritten Novel Virginia Woolf applichi il dialogismo di Dostoevskij alla sua stessa postura creativa, innescando un dialogo tra due coscienze indipendenti che si intersecano nel processo di scrittura. L’articolo illustrerà come l’approccio dialogico di Woolf alla lettura di Dostoevskij porti all’incorporazione della natura dialogica dell’opera dell’autore russo attraverso una narrazione basata interamente sul dialogo immaginario tra la narratrice, gli altri personaggi e i lettori. In questo modo, la mediazione narrativa costruita nel racconto diventa il banco di prova della scrittrice dove portare avanti la propria riscrittura dialogica della letteratura russa.
This paper presents a reading of Unwritten Novel by Virginia Woolf as an experimental narrative answer to her encounter with what Mikhail Bakhtin has called Dostoevsky’s dialogism. It thus contributes to a better understanding of cross-cultural influence, interaction and communication between geographically and temporally distant worlds. Building on recent studies on the cultural contacts between British Modernism and Russian literature such as A People Passing Rude: British Responses to Russian Culture (2012) edited by Anthony Cross and Rebecca Beasley’s Russomania (2020), this paper analyses Woolf’s narrative as a dialogic incorporation of Russian elements into her modernist poetics, achieved through the act of critical reading and translation of Fyodor Dostoevsky’s works. Drawing on the Bakhtinian idea that dialogue is the essential nature of the Russian writer’s narrative, I will show how in An Unwritten Novel Woolf applies Dostoevsky’s dialogism to her own creative attitude, establishing a dialogue with the Russian writer as two independent writing consciousnesses. I will then show how this dialogic approach to her reading of Dostoevsky brings to the incorporation of the dialogical nature of Dostoevsky’s work through a narration based entirely on the imaginary dialogue between the narrator and the other characters and between the narrator and the readers. In this way, I will argue, the narrative mediation constructed in the short story becomes Woolf’s testing ground for her dialogic rewriting of Russian literature.
Virginia Woolf and Dostoevsky’s «Great Dialogue» / Dolcini, L.. - In: TICONTRE. - ISSN 2284-4473. - 2025, 24:(2025), pp. 121-137. [10.15168/ticontre.vi24.3510]
Virginia Woolf and Dostoevsky’s «Great Dialogue»
Dolcini, Letizia
2025-01-01
Abstract
Questo articolo propone una lettura del racconto An Unwritten Novel di Virginia Woolf come risposta sperimentale al suo incontro con uno dei più fertili espedienti narrativi di Fëdor Dostoevskij, denominato da Michail Bachtin dialogismo. L’obiettivo è quello di contribuire ad una comprensione più profonda dell’influenza, interazione e comunicazione interculturale tra due mondi così distanti da un punto di vista geografico e temporale. Basandosi sugli studi più recenti dei contatti culturali tra il modernismo britannico e la letteratura russa, non da ultimo il saggio A People Passing Rude: British Responses to Russian Culture (2012) edito da Anthony Cross e Russomania (2020) di Rebecca Beasley, questo articolo analizza la narrativa woolfiana come un’incorporazione dialogica di elementi russi all’interno della poetica modernista, realizzata appunto attraverso la lettura critica e la traduzione delle opere di Dostoevskij. Partendo dall’idea sostenuta da Bachtin che il dialogo sia la natura essenziale della narrativa dostoevskijana, si mostrerà come in An Unwritten Novel Virginia Woolf applichi il dialogismo di Dostoevskij alla sua stessa postura creativa, innescando un dialogo tra due coscienze indipendenti che si intersecano nel processo di scrittura. L’articolo illustrerà come l’approccio dialogico di Woolf alla lettura di Dostoevskij porti all’incorporazione della natura dialogica dell’opera dell’autore russo attraverso una narrazione basata interamente sul dialogo immaginario tra la narratrice, gli altri personaggi e i lettori. In questo modo, la mediazione narrativa costruita nel racconto diventa il banco di prova della scrittrice dove portare avanti la propria riscrittura dialogica della letteratura russa.| File | Dimensione | Formato | |
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