Questo articolo analizza un’esperienza pedagogica di workshop sviluppata nel corso di Disegno dell’architettura con laboratorio presso l’Università degli Studi di Trento, CdL in Ingegneria edile-Architettura. La ricerca richiama l’attenzione sulle tecniche analogiche e sul disegno a mano libera come strumenti epistemici per analizzare e ricostruire la genealogia progettuale di alcune delle grandi maestre del XX e XXI secolo. Il nucleo operativo si fonda su un corpus di 100 disegni delle sei vincitrici del Premio Pritzker (Zaha Hadid, Kazuyo Sejima, Carme Pigem, Yvonne Farrell, Shelley McNamara e Anne Lacaton) e di altre figure chiave, ripercorrendo l’evoluzione grafica, dal rigore della pianta fino all’astrazione del diagramma, della prospettiva aerea e dell’assonometria egizia. La metodologia si articola secondo tre strategie: i) atlante femminista, basato sul metodo di Aby Warburg, che individua interrelazioni contestuali e non lineari; ii) cadavere squisito, come tecnica surrealista volta a favorire la creazione collettiva rispetto all’autorialità individuale; iii) de-costruzione collettiva, attraverso un esercizio di ibridazione di sistemi grafici finalizzato alla generazione di nuove narrazioni spaziali. Il quadro teorico si fonda su Vision and Difference di Griselda Pollock (1988), per rimettere in discussione le strutture dominanti dello sguardo. Si integrano, inoltre, le riflessioni critiche di Beatriz Colomina (1999) sulla collaborazione, di Lori Brown sul corpo e la politica e di Despina Stratigakos (2016) sul sessismo sistemico. Il workshop propone una nuova storiografia architettonica, inclusiva e collaborativa, in cui il disegno si configura come strumento di pensiero critico e di impegno politico.

This article analyzes a pedagogical workshop experience conducted in the Architectural drawing with laboratory course at University of Trento (bachelor’s degree in construction engineering and architecture). The research advocates for analog techniques and freehand drawing as epistemic tools for analyzing and reconstructing the design genealogy of the great female architects of the 20th and 21st centuries. The core of the project is based on a corpus of 100 drawings by the six Pritzker Prize winners (Zaha Hadid, Kazuyo Sejima, Carme Pigem, Yvonne Farrell, Shelley McNamara, and Anne Lacaton) and other key figures, tracing the graphic evolution from the rigor of the floor plan to the abstraction of the diagram and atmospheric perspective or Egyptian axonometry. The methodology is structured around three strategies: i) Feminist Atlas, based on Aby Warburg, identifies non-linear formal interrelationships; ii) Exquisite Corpses as a surrealist technique to foster collective creation over individual authorship; iii) Collective Deconstruction, through an exercise in hybridizing systems to generate new spatial narratives. The theoretical framework draws on Griselda Pollock’s (1988) Vision and Difference to challenge dominant structures of gaze. It integrates critiques by Beatriz Colomina (1999) on collaboration; Lori Brown on the body and politics; and Despina Stratigakos (2016) on systemic sexism. The workshop proposes a new, inclusive, and collaborative architectural historiography, in which drawing serves as a tool for critical thinking and political engagement.

Future Cartographies. Feminist Atlas, cadavre exquis and Architectural Deconstruction / Cartografie future. Atlante femminista, cadavre exquis e decostruzione architettonica / Vattano, S., De Jorge Huertas, V.. - In: DISEGNARE CON.... - ISSN 1828-5961. - ELETTRONICO. - 19:36(2026), pp. 1-24. [10.20365/disegnarecon.36.2026.15]

Future Cartographies. Feminist Atlas, cadavre exquis and Architectural Deconstruction / Cartografie future. Atlante femminista, cadavre exquis e decostruzione architettonica

Vattano, Starlight
;
De Jorge Huertas, Virginia
2026-01-01

Abstract

Questo articolo analizza un’esperienza pedagogica di workshop sviluppata nel corso di Disegno dell’architettura con laboratorio presso l’Università degli Studi di Trento, CdL in Ingegneria edile-Architettura. La ricerca richiama l’attenzione sulle tecniche analogiche e sul disegno a mano libera come strumenti epistemici per analizzare e ricostruire la genealogia progettuale di alcune delle grandi maestre del XX e XXI secolo. Il nucleo operativo si fonda su un corpus di 100 disegni delle sei vincitrici del Premio Pritzker (Zaha Hadid, Kazuyo Sejima, Carme Pigem, Yvonne Farrell, Shelley McNamara e Anne Lacaton) e di altre figure chiave, ripercorrendo l’evoluzione grafica, dal rigore della pianta fino all’astrazione del diagramma, della prospettiva aerea e dell’assonometria egizia. La metodologia si articola secondo tre strategie: i) atlante femminista, basato sul metodo di Aby Warburg, che individua interrelazioni contestuali e non lineari; ii) cadavere squisito, come tecnica surrealista volta a favorire la creazione collettiva rispetto all’autorialità individuale; iii) de-costruzione collettiva, attraverso un esercizio di ibridazione di sistemi grafici finalizzato alla generazione di nuove narrazioni spaziali. Il quadro teorico si fonda su Vision and Difference di Griselda Pollock (1988), per rimettere in discussione le strutture dominanti dello sguardo. Si integrano, inoltre, le riflessioni critiche di Beatriz Colomina (1999) sulla collaborazione, di Lori Brown sul corpo e la politica e di Despina Stratigakos (2016) sul sessismo sistemico. Il workshop propone una nuova storiografia architettonica, inclusiva e collaborativa, in cui il disegno si configura come strumento di pensiero critico e di impegno politico.
2026
36
Settore ICAR/17 - Disegno
Settore CEAR-10/A - Disegno
Vattano, Starlight; De Jorge Huertas, Virginia
Future Cartographies. Feminist Atlas, cadavre exquis and Architectural Deconstruction / Cartografie future. Atlante femminista, cadavre exquis e decostruzione architettonica / Vattano, S., De Jorge Huertas, V.. - In: DISEGNARE CON.... - ISSN 1828-5961. - ELETTRONICO. - 19:36(2026), pp. 1-24. [10.20365/disegnarecon.36.2026.15]
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