Il contributo propone una rilettura filosofico-educativa dell’immaginazione come forma di attraversamento del margine. Muovendo dalla distinzione tra limes e limen, l’immaginazione viene declinata come categoria geneaologica, teoretica e deontologico-politica, facendo riferimento al campo psico-pedagogico (con Vygotsky, che la inquadra come attività combinatoria radicata nell'esperienza), fenomenologico (con Costa, che ne evidenzia la funzione manifestativa intrecciata al sentire) e all’antropologia filosofica (con Ulrich, che intreccia immaginazione e infanzia come forme della vita umana, segnate da gratuità, gioco e stupore). Consegue che l’immaginazione è assunta come categoria teorica capace di oltrepassare i meccanismi che configurano le infanzie ai margini e i margini di infanzia, teorizzando alcuni principi guida per una pedagogia dell’attraversamento.
Immaginare la soglia. Riflessioni per una Pedagogia dell’Attraversamento / Bonafede, P., D'Addelfio, G.. - In: STUDIUM EDUCATIONIS. - ISSN 1722-8395. - 1/2026:(2026), pp. 27-34. [10.7346/SE-012026-03]
Immaginare la soglia. Riflessioni per una Pedagogia dell’Attraversamento
Bonafede, Paolo;
2026-01-01
Abstract
Il contributo propone una rilettura filosofico-educativa dell’immaginazione come forma di attraversamento del margine. Muovendo dalla distinzione tra limes e limen, l’immaginazione viene declinata come categoria geneaologica, teoretica e deontologico-politica, facendo riferimento al campo psico-pedagogico (con Vygotsky, che la inquadra come attività combinatoria radicata nell'esperienza), fenomenologico (con Costa, che ne evidenzia la funzione manifestativa intrecciata al sentire) e all’antropologia filosofica (con Ulrich, che intreccia immaginazione e infanzia come forme della vita umana, segnate da gratuità, gioco e stupore). Consegue che l’immaginazione è assunta come categoria teorica capace di oltrepassare i meccanismi che configurano le infanzie ai margini e i margini di infanzia, teorizzando alcuni principi guida per una pedagogia dell’attraversamento.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione



