La presente tesi si propone di analizzare i rapporti tra la Repubblica di Venezia e il regno d’Inghilterra nei primi decenni del XVII secolo attraverso la figura e l’azione diplomatica di Henry Wotton. Due sono stati i principali obiettivi posti: contribuire a definire il modo in cui Henry Wotton entrò in contatto con il sistema repubblicano della Serenissima, contesto quasi completamente estraneo alle sue conoscenze, e comprendere “quale” Venezia progressivamente egli conobbe nel corso di tre lunghe ambasciate. L’interesse, come emerge dall’Introduzione, è dovuto al tentativo di ricostruire le origini del riferimento culturale veneziano in Inghilterra e nel Regno Unito. Il mito storico-politico della Repubblica ebbe lunga vita e notevole fortuna oltre Manica: argomento di discussione durante la crisi della Guerra civile tra 1642 e 1649, la sua eco si propagò sino al XIX secolo. La tesi si suddivide in cinque capitoli. Dopo aver delineato la fortuna storiografica della figura e degli scritti di Henry Wotton, il primo capitolo ne ricostruisce il profilo famigliare e politico nel contesto dell’Inghilterra elisabettiana. Determinanti per il suo futuro di diplomatico furono le esperienze al servizio di Robert Devereux, conte d’Essex. Questo rapporto gli diede modo di consolidare le reti di informatori che aveva costruito nei suoi precedenti viaggi in Europa, di sviluppare le proprie conoscenze politiche e diplomatiche, e di entrare precocemente in contatto con il futuro re d’Inghilterra, Giacomo VI Stuart di Scozia. Il secondo capitolo esamina la natura e le modalità dei rapporti anglo-veneziani nel periodo di vacanza diplomatica ufficiale, tra l’incoronazione di Elisabetta I e l’ascesa al trono del successore, Giacomo I Stuart. Dopo aver messo in evidenza quanto la collaborazione tra il conte d’Essex e Giacomo VI di Scozia sia stata alla base dei successivi rapporti tra Venezia e il regno d’Inghilterra, si chiariscono le ragioni che resero Wotton un candidato particolarmente idoneo alla riapertura dell’ambasciata inglese presso la Repubblica. Il terzo capitolo è dedicato all’analisi dell’azione diplomatica di Wotton nella Repubblica. Definito il contesto della legislazione veneziana che regolava i rapporti tra rappresentanti stranieri e patriziato, viene esaminato il caso della guerra di scritture, o meglio delle guerre di scritture, condotte da Wotton durante le sue residenze diplomatiche veneziane. Attraverso la collaborazione con Paolo Sarpi e il patriziato più incline alla resistenza nei confronti delle ingerenze pontificie nel campo della giurisdizione temporale della Repubblica, Wotton promosse una progressiva sovrapposizione tra le condizioni veneziana e inglese contribuendo in modo significativo alla diffusione, in Inghilterra, del mito politico della Serenissima. Il quarto capitolo approfondisce la rete di comunicazione costruita da Wotton e quali furono le sue conoscenze veneziane. Oltre ad un rapporto diretto con alcuni esponenti del, teoricamente inaccessibile, patriziato veneziano viene messa in luce la sua capacità di inserirsi nei meccanismi di patronage che regolavano i rapporti tra il patriziato veneziano e le aristocrazie della Terraferma. Attraverso un uso strategico delle richieste di grazia, egli riuscì ad aggirare i vincoli imposti dalla legislazione veneziana e ad accedere in modo continuativo ai circuiti decisionali della Repubblica. Il quinto capitolo analizza infine le osservazioni politiche di Wotton sul sistema istituzionale veneziano, con particolare attenzione alle pratiche elettorali del Senato, considerate dall’ambasciatore un momento centrale della vita politica della Serenissima. La tesi inoltre propone tre Appendici documentarie. La prima è una selezione di 39 “esposizioni”, sorta di verbali delle udienze dell’ambasciatore nella sala del Collegio a Palazzo ducale alla presenza del Doge, di Henry Wotton. Esse, ricchissime sia a livello di contenuto che a livello retorico, sono state di primaria importanza, insieme ai dispacci inviati da Venezia a Londra, per lo sviluppo del presente studio. La seconda Appendice è costituita da schede personali dei condannati dalla Repubblica per i quali Henry Wotton chiese la grazia. Quando possibile, esse riportano: imputazione del condannato, la sua sentenza, la richiesta di grazia e il testo della concessione della stessa. La terza, infine, è l’edizione di un particolare documento veneziano, conservato nelle carte dei National Archives di Londra, studiato nel quarto capitolo della tesi, fondamentale per comprendere i rapporti tra Wotton e il patriziato a lui più vicino.
La Repubblica di Venezia di Henry Wotton, ambasciatore inglese (1604-1623) / Zanella, M.. - (2026 Jun 16), pp. 1-569.
La Repubblica di Venezia di Henry Wotton, ambasciatore inglese (1604-1623)
Zanella, Marco
2026-06-16
Abstract
La presente tesi si propone di analizzare i rapporti tra la Repubblica di Venezia e il regno d’Inghilterra nei primi decenni del XVII secolo attraverso la figura e l’azione diplomatica di Henry Wotton. Due sono stati i principali obiettivi posti: contribuire a definire il modo in cui Henry Wotton entrò in contatto con il sistema repubblicano della Serenissima, contesto quasi completamente estraneo alle sue conoscenze, e comprendere “quale” Venezia progressivamente egli conobbe nel corso di tre lunghe ambasciate. L’interesse, come emerge dall’Introduzione, è dovuto al tentativo di ricostruire le origini del riferimento culturale veneziano in Inghilterra e nel Regno Unito. Il mito storico-politico della Repubblica ebbe lunga vita e notevole fortuna oltre Manica: argomento di discussione durante la crisi della Guerra civile tra 1642 e 1649, la sua eco si propagò sino al XIX secolo. La tesi si suddivide in cinque capitoli. Dopo aver delineato la fortuna storiografica della figura e degli scritti di Henry Wotton, il primo capitolo ne ricostruisce il profilo famigliare e politico nel contesto dell’Inghilterra elisabettiana. Determinanti per il suo futuro di diplomatico furono le esperienze al servizio di Robert Devereux, conte d’Essex. Questo rapporto gli diede modo di consolidare le reti di informatori che aveva costruito nei suoi precedenti viaggi in Europa, di sviluppare le proprie conoscenze politiche e diplomatiche, e di entrare precocemente in contatto con il futuro re d’Inghilterra, Giacomo VI Stuart di Scozia. Il secondo capitolo esamina la natura e le modalità dei rapporti anglo-veneziani nel periodo di vacanza diplomatica ufficiale, tra l’incoronazione di Elisabetta I e l’ascesa al trono del successore, Giacomo I Stuart. Dopo aver messo in evidenza quanto la collaborazione tra il conte d’Essex e Giacomo VI di Scozia sia stata alla base dei successivi rapporti tra Venezia e il regno d’Inghilterra, si chiariscono le ragioni che resero Wotton un candidato particolarmente idoneo alla riapertura dell’ambasciata inglese presso la Repubblica. Il terzo capitolo è dedicato all’analisi dell’azione diplomatica di Wotton nella Repubblica. Definito il contesto della legislazione veneziana che regolava i rapporti tra rappresentanti stranieri e patriziato, viene esaminato il caso della guerra di scritture, o meglio delle guerre di scritture, condotte da Wotton durante le sue residenze diplomatiche veneziane. Attraverso la collaborazione con Paolo Sarpi e il patriziato più incline alla resistenza nei confronti delle ingerenze pontificie nel campo della giurisdizione temporale della Repubblica, Wotton promosse una progressiva sovrapposizione tra le condizioni veneziana e inglese contribuendo in modo significativo alla diffusione, in Inghilterra, del mito politico della Serenissima. Il quarto capitolo approfondisce la rete di comunicazione costruita da Wotton e quali furono le sue conoscenze veneziane. Oltre ad un rapporto diretto con alcuni esponenti del, teoricamente inaccessibile, patriziato veneziano viene messa in luce la sua capacità di inserirsi nei meccanismi di patronage che regolavano i rapporti tra il patriziato veneziano e le aristocrazie della Terraferma. Attraverso un uso strategico delle richieste di grazia, egli riuscì ad aggirare i vincoli imposti dalla legislazione veneziana e ad accedere in modo continuativo ai circuiti decisionali della Repubblica. Il quinto capitolo analizza infine le osservazioni politiche di Wotton sul sistema istituzionale veneziano, con particolare attenzione alle pratiche elettorali del Senato, considerate dall’ambasciatore un momento centrale della vita politica della Serenissima. La tesi inoltre propone tre Appendici documentarie. La prima è una selezione di 39 “esposizioni”, sorta di verbali delle udienze dell’ambasciatore nella sala del Collegio a Palazzo ducale alla presenza del Doge, di Henry Wotton. Esse, ricchissime sia a livello di contenuto che a livello retorico, sono state di primaria importanza, insieme ai dispacci inviati da Venezia a Londra, per lo sviluppo del presente studio. La seconda Appendice è costituita da schede personali dei condannati dalla Repubblica per i quali Henry Wotton chiese la grazia. Quando possibile, esse riportano: imputazione del condannato, la sua sentenza, la richiesta di grazia e il testo della concessione della stessa. La terza, infine, è l’edizione di un particolare documento veneziano, conservato nelle carte dei National Archives di Londra, studiato nel quarto capitolo della tesi, fondamentale per comprendere i rapporti tra Wotton e il patriziato a lui più vicino.| File | Dimensione | Formato | |
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Descrizione: La Repubblica di Venezia di Henry Wotton, ambasciatore inglese (1604-1623)
Tipologia:
Tesi di dottorato (Doctoral Thesis)
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