Nella cornice del più ampio dibattito sul rapporto fra accesso alla giustizia e integrazione digitale, l’articolo indaga le recenti tendenze dell’Unione europea in tema di Online Dispute Resolution, al crocevia fra adozione del regolamento U.E. sull’Intelligenza Artificiale, abrogazione della piattaforma ODR per i consumatori e riforma della direttiva ADR per i consumatori. Allargando lo sguardo oltre il contenzioso consumeristico, l’indagine volge attenzione alle conseguenze del ricorso a sistemi di Intelligenza Artificiale in procedure di mediazione, interrogandosi, in particolare, sulle implicazioni che ciò importa all’etica non solo nella mediazione, ma anche della mediazione. L’indagine si conclude avvertendo sul rischio che l’uso dell’IA al tavolo di mediazione possa comprometterne gli elementi fondativi e distintivi: quelli che fanno della mediazione uno strumento inteso a (ri)mettere al centro la persona che vive il conflitto, la sua relazione con l’altro, la sua capacitazione nel riconoscere il problema e offrivi la sua soluzione, grazie al recupero di una grammatica comunicativa e relazionale che consenta la prevenzione dell’esacerbarsi del conflitto e della sua carsica riemersione.
Engaging with the contemporary debate on access to justice and digital transformation, this paper critically examines recent developments in Online Dispute Resolution (ODR) within the European Union against the backdrop of the adoption of the EU AI Act, the discontinuation of the EU consumer ODR platform, and the reform of the ADR Directive for consumers. Moving beyond the focus on consumer-to-business disputes, the paper interrogates the increasing use of AI systems in mediation procedures, questioning their compatibility not only with established standards of mediation ethics but, more fundamentally, with the ethics of mediation. The analysis exposes significant tensions between AI-driven mediation tools and the constitutive features of mediation – confidentiality, mediator neutrality, and party self-determination – arguing that the integration of AI risks undermining the very ‘human face of justice’ that mediation has sought to promote.
La mediazione civile e commerciale demandata dal giudice negli ordinamenti e nelle prassi italiane e tedesche. La prima edizione del premio di studio «Guglielmo Borelli» / Dalla Bontà, Silvana. - In: GIUSTIZIA CONSENSUALE. - ISSN 2785-0994. - 2025:2(2025), pp. 585-595.
La mediazione civile e commerciale demandata dal giudice negli ordinamenti e nelle prassi italiane e tedesche. La prima edizione del premio di studio «Guglielmo Borelli»
Dalla Bontà, Silvana
2025-01-01
Abstract
Nella cornice del più ampio dibattito sul rapporto fra accesso alla giustizia e integrazione digitale, l’articolo indaga le recenti tendenze dell’Unione europea in tema di Online Dispute Resolution, al crocevia fra adozione del regolamento U.E. sull’Intelligenza Artificiale, abrogazione della piattaforma ODR per i consumatori e riforma della direttiva ADR per i consumatori. Allargando lo sguardo oltre il contenzioso consumeristico, l’indagine volge attenzione alle conseguenze del ricorso a sistemi di Intelligenza Artificiale in procedure di mediazione, interrogandosi, in particolare, sulle implicazioni che ciò importa all’etica non solo nella mediazione, ma anche della mediazione. L’indagine si conclude avvertendo sul rischio che l’uso dell’IA al tavolo di mediazione possa comprometterne gli elementi fondativi e distintivi: quelli che fanno della mediazione uno strumento inteso a (ri)mettere al centro la persona che vive il conflitto, la sua relazione con l’altro, la sua capacitazione nel riconoscere il problema e offrivi la sua soluzione, grazie al recupero di una grammatica comunicativa e relazionale che consenta la prevenzione dell’esacerbarsi del conflitto e della sua carsica riemersione.| File | Dimensione | Formato | |
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