Il progetto e la sorpresa. Giuseppe Pontiggia critico e saggista tra metodo, verifica e retorica ricostruisce e valuta il pensiero critico e saggistico di Giuseppe Pontiggia trattandolo come una riflessione coerente, benché deliberatamente asistematica, sulla scrittura, sulla lettura e sulla responsabilità intellettuale. La tesi sostiene che l’opera di Pontiggia sia organizzata attorno a una tensione persistente: da un lato, un’aspirazione verso un «linguaggio assoluto» capace di avvicinarsi all’essere nella sua totalità; dall’altro, un’insistenza sul controllo, sulla messa alla prova e sulla «verifica» come limiti che impediscono all’interpretazione di dissolversi nella mera suggestione oracolare. L’indagine si fonda su un corpus ampio e disposto gerarchicamente. Privilegia le raccolte saggistiche curate dall’autore come i testi più stilisticamente controllati e concettualmente più densi; integra poi i volumi postumi (comprese lezioni e conversazioni trascritte), gli scritti occasionali (soprattutto i pezzi giornalistici, la cui topicalità espone più nettamente le prese di posizione etiche e politiche), e un insieme più ristretto ma strategicamente importante di materiali d’archivio, come dattiloscritti e note private. Questa stratificazione consente di seguire le idee ricorrenti di Pontiggia attraverso diversi regimi testuali — prosa altamente rielaborata, trascrizioni di performance orali e interventi pubblici contingenti — verificando al tempo stesso quanto tali idee restino stabili quando il controllo stilistico si allenta. Sul piano metodologico, la tesi combina ricostruzione storico-letteraria, strumenti narratologici e, soprattutto, scrutinio di filosofia analitica. I saggi di Pontiggia e le sue formulazioni aforistiche si presentano spesso come se la loro validità fosse autoevidente; e tuttavia implicano regolarmente affermazioni sulla verità, sulla giustificazione e sulla persuasione razionale. Il lavoro tratta quindi Pontiggia non soltanto come un brillante stilista, ma come un autore che avanza tesi con ambizione epistemica, e si chiede se tali tesi siano sostenute da argomenti capaci di reggere una ricostruzione e una valutazione esplicite. A tal fine mette in primo piano distinzioni centrali della filosofia analitica (come quella tra ciò che è retoricamente efficace e ciò che è inferenzialmente giustificato) e legge il discorso critico di Pontiggia come un luogo in cui le pretese sul linguaggio, sul giudizio e sulla conoscenza possono essere valutate in termini di coerenza e forza giustificativa.

Il progetto e la sorpresa. Giuseppe Pontiggia critico e saggista tra metodo, verifica e retorica reconstructs and evaluates Giuseppe Pontiggia’s critical and essayistic thought by treating it as a coherent—though deliberately unsystematic—reflection on writing, reading, and intellectual responsibility. The thesis argues that Pontiggia’s work is organized around a persistent tension: on the one hand, an aspiration toward an “absolute language” capable of approaching being in its totality; on the other, an insistence on control, testing, and “verification” as limits that keep interpretation from dissolving into mere oracular suggestion. The inquiry is grounded in a broad and hierarchically arranged corpus. It privileges Pontiggia’s author-curated essay collections as the most stylistically controlled and conceptually dense texts; it then integrates posthumous volumes (including transcribed lectures and conversations), occasional writings (especially journalistic pieces whose topicality exposes ethical and political commitments more sharply), and a smaller but strategically important set of archival materials, such as typescripts and private notes. This stratification makes it possible to follow Pontiggia’s recurring ideas across different textual regimes—highly revised prose, oral performance transcriptions, and contingent public interventions— while testing how stable those ideas remain when stylistic control loosens. Methodologically, the thesis combines literary-historical reconstruction, narratological tools, and— crucially—analytic philosophical scrutiny. Pontiggia’s essays and aphoristic pronouncements often present themselves as if their validity were self-evident; yet they routinely imply claims about truth, justification, and rational persuasion. The work therefore treats Pontiggia not merely as a brilliant stylist but as an author who advances theses with epistemic ambition, and it asks whether those theses are supported by arguments that withstand explicit reconstruction and evaluation. To do so, it foregrounds distinctions central to analytic philosophy (such as the difference between what is rhetorically effective and what is inferentially warranted) and reads Pontiggia’s critical discourse as a site where claims about language, judgment, and knowledge can be assessed for consistency and justificatory force.

Il progetto e la sorpresa. Giuseppe Pontiggia critico e saggista tra metodo, verifica e retorica / Zanetti, Marco. - (2026 Apr 29).

Il progetto e la sorpresa. Giuseppe Pontiggia critico e saggista tra metodo, verifica e retorica

Zanetti, Marco
2026-04-29

Abstract

Il progetto e la sorpresa. Giuseppe Pontiggia critico e saggista tra metodo, verifica e retorica ricostruisce e valuta il pensiero critico e saggistico di Giuseppe Pontiggia trattandolo come una riflessione coerente, benché deliberatamente asistematica, sulla scrittura, sulla lettura e sulla responsabilità intellettuale. La tesi sostiene che l’opera di Pontiggia sia organizzata attorno a una tensione persistente: da un lato, un’aspirazione verso un «linguaggio assoluto» capace di avvicinarsi all’essere nella sua totalità; dall’altro, un’insistenza sul controllo, sulla messa alla prova e sulla «verifica» come limiti che impediscono all’interpretazione di dissolversi nella mera suggestione oracolare. L’indagine si fonda su un corpus ampio e disposto gerarchicamente. Privilegia le raccolte saggistiche curate dall’autore come i testi più stilisticamente controllati e concettualmente più densi; integra poi i volumi postumi (comprese lezioni e conversazioni trascritte), gli scritti occasionali (soprattutto i pezzi giornalistici, la cui topicalità espone più nettamente le prese di posizione etiche e politiche), e un insieme più ristretto ma strategicamente importante di materiali d’archivio, come dattiloscritti e note private. Questa stratificazione consente di seguire le idee ricorrenti di Pontiggia attraverso diversi regimi testuali — prosa altamente rielaborata, trascrizioni di performance orali e interventi pubblici contingenti — verificando al tempo stesso quanto tali idee restino stabili quando il controllo stilistico si allenta. Sul piano metodologico, la tesi combina ricostruzione storico-letteraria, strumenti narratologici e, soprattutto, scrutinio di filosofia analitica. I saggi di Pontiggia e le sue formulazioni aforistiche si presentano spesso come se la loro validità fosse autoevidente; e tuttavia implicano regolarmente affermazioni sulla verità, sulla giustificazione e sulla persuasione razionale. Il lavoro tratta quindi Pontiggia non soltanto come un brillante stilista, ma come un autore che avanza tesi con ambizione epistemica, e si chiede se tali tesi siano sostenute da argomenti capaci di reggere una ricostruzione e una valutazione esplicite. A tal fine mette in primo piano distinzioni centrali della filosofia analitica (come quella tra ciò che è retoricamente efficace e ciò che è inferenzialmente giustificato) e legge il discorso critico di Pontiggia come un luogo in cui le pretese sul linguaggio, sul giudizio e sulla conoscenza possono essere valutate in termini di coerenza e forza giustificativa.
29-apr-2026
XXXVII
2023-2024
Lettere e filosofia (29/10/12-)
Forms of cultural exchange
Rizzante, Massimo
von Kulessa, Rotraud
no
GERMANIA
Italiano
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