La Corte costituzionale, producendosi in una sentenza di parziale illegittimità costituzionale dell’art. 47-quinquies comma 7 o.p., risolve la stortura più evidente, fonte di sperequazione rispetto all’accesso del detenuto padre al beneficio della detenzione domiciliare speciale. La Corte ha invece ritenuto di non accogliere le puntuali censure sollevate dai giudici a quibus con riferimento all’ulteriore requisito dell’impossibilità della madre a prendersi cura della prole, mettendo in evidenza, in taluni passaggi non condivisibili della sentenza, una percepibile preoccupazione legata alle esigenze astratte di difesa sociale. Per argomentare la propria decisione la Consulta ha preferito rifugiarsi nel terreno già arato, nella precedente sentenza n. 219/2023, del livello minimo di tutela da assicurare al minore che, nel caso di genitore in esecuzione di pena, vede il diritto alla bigenitorialità degradare e assumere le vesti del mero diritto a vedersi assicurato un rapporto continuativo con almeno un genitore.
FROM THE BEST INTEREST OF THE CHILD TO DISCRIMINATION AGAINST THE DETAINED FATHER. The Constitutional Court, in a ruling where Article 47 quinquies, paragraph 7 of the Penitentiary Law was found to be partially unconstitutional, resolved the most obvious distortion, which was a source of inequality with regard to the ability of detained fathers to enjoy the benefit of special home detention. However, the Court decided not to uphold the specific objections raised by the referring judges with regard to the additional requirement that the mother be unable to care for the children, highlighting, in certain objectionable passages of the ruling, a tangible concern linked to abstract needs for social defense. When arguing its decision, the Constitutional Court preferred to take refuge in a well-trodden path, i.e. the one followed in its previous ruling no. 219/2023 on the minimum level of protection to be guaranteed to children who, in the event of a parent serving a sentence, see their right to both parents degraded and reduced to the mere right to be granted an ongoing relationship with at least one parent
Dal superiore interesse del minore alla discriminazione del padre detenuto / Menghini, Antonia. - In: RIVISTA ITALIANA DI DIRITTO E PROCEDURA PENALE. - ISSN 0557-1391. - STAMPA. - 2025, 68:4(2025), pp. 1411-1432.
Dal superiore interesse del minore alla discriminazione del padre detenuto
Menghini, Antonia
2025-01-01
Abstract
La Corte costituzionale, producendosi in una sentenza di parziale illegittimità costituzionale dell’art. 47-quinquies comma 7 o.p., risolve la stortura più evidente, fonte di sperequazione rispetto all’accesso del detenuto padre al beneficio della detenzione domiciliare speciale. La Corte ha invece ritenuto di non accogliere le puntuali censure sollevate dai giudici a quibus con riferimento all’ulteriore requisito dell’impossibilità della madre a prendersi cura della prole, mettendo in evidenza, in taluni passaggi non condivisibili della sentenza, una percepibile preoccupazione legata alle esigenze astratte di difesa sociale. Per argomentare la propria decisione la Consulta ha preferito rifugiarsi nel terreno già arato, nella precedente sentenza n. 219/2023, del livello minimo di tutela da assicurare al minore che, nel caso di genitore in esecuzione di pena, vede il diritto alla bigenitorialità degradare e assumere le vesti del mero diritto a vedersi assicurato un rapporto continuativo con almeno un genitore.| File | Dimensione | Formato | |
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