Scopo del contributo è quello di mettere a fuoco il nesso costitutivo tra fictio e storia che emerge dalla recente pubblicazione di Roberto Evangelista, Finzione e storia. La filosofia dell’ideologia in Spinoza, Locke, Vico (Carocci, Roma, 2025). A partire dalla necessità di ridefinire la conoscenza che inaugura la modernità, la finzione assume, infatti, un’importanza decisiva. Non più riducibile al “falso”, essa appare direttamente coinvolta nell’agire storico dell’uomo. Scopo del contributo è stato, dunque, quello di seguire la ricostruzione genealogica della finzione portata avanti dall’Autore attraverso un confronto serrato con Spinoza, Locke, il libertinismo – con particolare riferimento a John Toland – e Vico in cui il nesso finzione-storia culmina nel tentativo di fare della storia una scienza. Le finzioni operano, dunque, come “mediazioni” tra vita e forma, necessità naturale e azione umana, rivelandosi necessarie a produrre nuovi ordini e ad aprire possibili spazi di azione anche in un momento, il nostro, attraversato dall’incapacità di immaginare futuro.
Il potere di fingere: a proposito di un recente libro di Roberto Evangelista / Fidelibus, Francesca. - In: RESEARCH TRENDS IN HUMANITIES EDUCATION & PHILOSOPHY. - ISSN 2284-0184. - ELETTRONICO. - 2026, 13:1(2026), pp. 78-85. [10.6093/2284-0184/13153]
Il potere di fingere: a proposito di un recente libro di Roberto Evangelista
Fidelibus, Francesca
2026-01-01
Abstract
Scopo del contributo è quello di mettere a fuoco il nesso costitutivo tra fictio e storia che emerge dalla recente pubblicazione di Roberto Evangelista, Finzione e storia. La filosofia dell’ideologia in Spinoza, Locke, Vico (Carocci, Roma, 2025). A partire dalla necessità di ridefinire la conoscenza che inaugura la modernità, la finzione assume, infatti, un’importanza decisiva. Non più riducibile al “falso”, essa appare direttamente coinvolta nell’agire storico dell’uomo. Scopo del contributo è stato, dunque, quello di seguire la ricostruzione genealogica della finzione portata avanti dall’Autore attraverso un confronto serrato con Spinoza, Locke, il libertinismo – con particolare riferimento a John Toland – e Vico in cui il nesso finzione-storia culmina nel tentativo di fare della storia una scienza. Le finzioni operano, dunque, come “mediazioni” tra vita e forma, necessità naturale e azione umana, rivelandosi necessarie a produrre nuovi ordini e ad aprire possibili spazi di azione anche in un momento, il nostro, attraversato dall’incapacità di immaginare futuro.| File | Dimensione | Formato | |
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