Il contributo prende le mosse da una riflessione preliminare sul cosiddetto tocco di Lubitsch e ne passa in rassegna alcune caratteristiche traendo spunto dalla definizione tradizionale di Weinberg (1968) e da contributi più recenti di Thompson (2005) e McBride (2018). Il passaggio successivo è una rassegna di alcuni casi specifici legati alla stagione sonora ma memori della prima produzione di Lubitsch. La riflessione sul Lubitsch touch ha come scopo quello di leggere l’adattamento del 1925 di Lady Windermere’s Fan di Oscar Wilde alla luce di alcuni degli stilemi lubitschiani evidenziati in precedenza. Lubitsch, infatti, adattò la pièce di Wilde senza dare spazio alle arguzie del suo autore e così facendo provò a ricrearne lo stile con i mezzi propri del cinema sans paroles. Il saggio analizza perciò il rapporto tra i due autori con riferimento ad alcuni elementi comuni, come lo stile sofisticato, l’innovativa rappresentazione dei rapporti tra i sessi e la riflessione sulle apparenze e sulla moralità.
This essay begins with a reflection on the so-called Lubitsch touch and considers some of its features drawing on Weinberg’s (1968) traditional definition as well as on more recent contributions by Thompson (2005) and McBride (2018). The following section examines some specific cases concerning sound films but reminiscent of Lubitsch’s early production. The aim of this reflection on the Lubitsch touch is to investigate the 1925 adaptation of Oscar Wilde’s Lady Windermere’s Fan in the light of some of Lubitsch stylistic features. Lubitsch’s adaptation of Wilde’s play did not make any room for the play’s verbal witticisms but tried to recreate Wilde’s style employing the language of silent films. The essay therefore analyses the relationship between the two authors with reference to certain shared elements, such as their sophisticated style, the ground-breaking portrayal of gender relations and the reflection on appearances and morality.
"I can resist everything except adaptation". Il Wilde senza parole di Lubitsch / Bibbò, Antonio. - In: SIGMA. - ISSN 2611-3309. - ELETTRONICO. - 9:(2025), pp. 107-126. [10.6093/sigma.v0i6.9489]
"I can resist everything except adaptation". Il Wilde senza parole di Lubitsch
Antonio Bibbò
2025-01-01
Abstract
Il contributo prende le mosse da una riflessione preliminare sul cosiddetto tocco di Lubitsch e ne passa in rassegna alcune caratteristiche traendo spunto dalla definizione tradizionale di Weinberg (1968) e da contributi più recenti di Thompson (2005) e McBride (2018). Il passaggio successivo è una rassegna di alcuni casi specifici legati alla stagione sonora ma memori della prima produzione di Lubitsch. La riflessione sul Lubitsch touch ha come scopo quello di leggere l’adattamento del 1925 di Lady Windermere’s Fan di Oscar Wilde alla luce di alcuni degli stilemi lubitschiani evidenziati in precedenza. Lubitsch, infatti, adattò la pièce di Wilde senza dare spazio alle arguzie del suo autore e così facendo provò a ricrearne lo stile con i mezzi propri del cinema sans paroles. Il saggio analizza perciò il rapporto tra i due autori con riferimento ad alcuni elementi comuni, come lo stile sofisticato, l’innovativa rappresentazione dei rapporti tra i sessi e la riflessione sulle apparenze e sulla moralità.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Bibbò - 2025 - “I can resist everything except adaptation”. Il Wilde senza parole di Lubitsch.pdf
accesso aperto
Descrizione: Disponibile al link: https://serena.sharepress.it/index.php/sigma/article/view/12759/13124
Tipologia:
Versione editoriale (Publisher’s layout)
Licenza:
Creative commons
Dimensione
1.04 MB
Formato
Adobe PDF
|
1.04 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione



