In Cile, come già in altre esperienze, la strategia politico-criminale è segnata da un attivismo identitario orientato a promuovere la tutela delle minoranze e le identità tradizionalmente discriminate, la parità di genere e il contrasto alla violenza di genere attraverso la previsione dei cd. “crimini d’odio”, cioè reati o circostanze che assegnano valore aggravante ai motivi discriminatori. Questa tendenza si traduce in riforme che, ispirate da un’esigenza di giustizia sociale espressa dal principio di eguaglianza, ne valorizzano la dimensione sostanziale. Il testo esamina questo modello punitivo in chiave costituzionale, alla luce del processo costituente in corso in Cile (2019-). Si prende ad esempio l’attuale disciplina del reato di femminicidio “non intimo”, la cui sanzione dovrebbe concorrere al contrasto della violenza contro le donne. Nelle conclusioni si avverte però il rischio di scadere in un “diritto penale d’autore” tendenzialmente illiberale sul piano delle garanzie, inefficace su quello preventivo e fuorviante, oltre che controproducente, su quello simbolico-comunicativo.
EGALITARIAN JUSTICE AND THE CULTURE OF CULPABILITY: PUNISHING «GENDER-BIAS» IN THE CHILEAN CRIMINAL LAW. In Chile, as in other countries, criminal policy influenced by identity politics tends to promote the protection of minorities, marginalized and discriminated identities, gender equality, and the fight against gender-based violence through the provision of the so-called “bias crimes” (hate crimes or bias-motivated crimes), i.e., crimes motivated by intolerance and discrimination. This trend leads to criminal law reforms inspired by a need for social justice and highlights the substantive dimension of the principle of equality. The paper tackles this punitive model considering the underway constitutional process (2019-). With this perspective in mind, it deals with the so called “non-intimate” femicide regulated by the Chilean Criminal Code, allegedly aimed at combating violence against women. However, the conclusions show the risk of falling into an illiberal criminal justice, ineffective in terms of prevention and even counter-productive on the symbolic-communicative level.
Giustizia egualitaria e cultura della colpevolezza: la sanzione del «motivo di genere» nel diritto penale cileno / Perin, Andrea. - In: DIRITTO PENALE CONTEMPORANEO. - ISSN 2240-7618. - 2022:3(2022), pp. 17-45.
Giustizia egualitaria e cultura della colpevolezza: la sanzione del «motivo di genere» nel diritto penale cileno
Perin, Andrea
2022-01-01
Abstract
In Cile, come già in altre esperienze, la strategia politico-criminale è segnata da un attivismo identitario orientato a promuovere la tutela delle minoranze e le identità tradizionalmente discriminate, la parità di genere e il contrasto alla violenza di genere attraverso la previsione dei cd. “crimini d’odio”, cioè reati o circostanze che assegnano valore aggravante ai motivi discriminatori. Questa tendenza si traduce in riforme che, ispirate da un’esigenza di giustizia sociale espressa dal principio di eguaglianza, ne valorizzano la dimensione sostanziale. Il testo esamina questo modello punitivo in chiave costituzionale, alla luce del processo costituente in corso in Cile (2019-). Si prende ad esempio l’attuale disciplina del reato di femminicidio “non intimo”, la cui sanzione dovrebbe concorrere al contrasto della violenza contro le donne. Nelle conclusioni si avverte però il rischio di scadere in un “diritto penale d’autore” tendenzialmente illiberale sul piano delle garanzie, inefficace su quello preventivo e fuorviante, oltre che controproducente, su quello simbolico-comunicativo.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Perin_2022_Giustizia-colpevolezza_DPC Riv_Trim_3.pdf
accesso aperto
Tipologia:
Versione editoriale (Publisher’s layout)
Licenza:
Creative commons
Dimensione
1.13 MB
Formato
Adobe PDF
|
1.13 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione



