La sentenza della Corte costituzionale n. 143/2024 ha dichiarato parzialmente illegittimo l’obbligo di autorizzazione giudiziaria per gli interventi chirurgici di riattribuzione sessuale, sottolineando al contempo che la situazione di disagio sofferta dall’individuo che non si riconosce nel genere binario merita tutela nell’ambito del principio personalistico. Tale evoluzione giurisprudenziale porta ad interrogarsi sulla insufficiente tutela della persona trans nel prisma del diritto alla salute. Emerge in particolare la scarsa effettività del controllo operato nel merito dall’autorità giudiziaria (che pur determina uno sproporzionato aggravio di tempi e costi). La tecnica decisoria del “monito” costituzionale lascia tuttavia irrisolte numerose problematiche, tra cui, in primis, lo statuto giuridico del minore (straniero o adottato), che nello Stato di provenienza abbia beneficiato dell’iscrizione alla nascita nell’ambito del c.d. terzo genere
The ruling of the Constitutional Court No. 143/2024 partially declared the judicial authorization re- quirement for sex reassignment surgery to be illegitimate, also criticizing, in obiter dictum, the rigidity of gender binarism. This jurisprudential development raises questions about the insufficient protec- tion of transgender individuals within the framework of the right to health. In particular, it highlights the limited effectiveness of the judicial authority’s oversight in substance (which results in a dispropor- tionate increase in time and costs). However, the constitutional “warning” decision-making technique leaves many issues unresolved, including, foremost, the gender to be assigned to a minor (foreign or adopted) who, in the country of origin, benefited from registration at birth within the third gender.
Novità e antichi spettri in materia di rettificazione anagrafica del sesso / Dalla Balla, Francesco. - In: CORTI SUPREME E SALUTE. - ISSN 2611-8882. - 2025:3(2025).
Novità e antichi spettri in materia di rettificazione anagrafica del sesso
Dalla Balla, Francesco
2025-01-01
Abstract
La sentenza della Corte costituzionale n. 143/2024 ha dichiarato parzialmente illegittimo l’obbligo di autorizzazione giudiziaria per gli interventi chirurgici di riattribuzione sessuale, sottolineando al contempo che la situazione di disagio sofferta dall’individuo che non si riconosce nel genere binario merita tutela nell’ambito del principio personalistico. Tale evoluzione giurisprudenziale porta ad interrogarsi sulla insufficiente tutela della persona trans nel prisma del diritto alla salute. Emerge in particolare la scarsa effettività del controllo operato nel merito dall’autorità giudiziaria (che pur determina uno sproporzionato aggravio di tempi e costi). La tecnica decisoria del “monito” costituzionale lascia tuttavia irrisolte numerose problematiche, tra cui, in primis, lo statuto giuridico del minore (straniero o adottato), che nello Stato di provenienza abbia beneficiato dell’iscrizione alla nascita nell’ambito del c.d. terzo genere| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
32_Corti Supreme e Salute.pdf
Solo gestori archivio
Tipologia:
Versione editoriale (Publisher’s layout)
Licenza:
Tutti i diritti riservati (All rights reserved)
Dimensione
279.6 kB
Formato
Adobe PDF
|
279.6 kB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione



