La dissertazione De philosophia cartesiana di H. G. Hotho, del 1826, è la prima esposizione organica del pensiero di Descartes prodotta dalla scuola hegeliana. Hotho vi riprende l’immagine ancipite che Hegel andava proponendo di Cartesio, scopritore dell’autoposizione ontologica del pensiero, e come tale fondatore della filosofia moderna, ma d’altro canto irretito in una concezione soggettiva e ‘finita’ del pensiero. L’originalità di Hotho risiede nell’offrire una lettura ‘idealistica’ delle regole del metodo, trascurate da Hegel, nell’attribuire un ruolo centrale all’analisi (in senso cartesiano), infine in un’interessante disamina ‘dialettica’ delle prove dell’esistenza di Dio
H. G. Hotho’s dissertation De philosophia cartesiana (1826) contains the first thorough exposition of Descartes’ thought to be produced by Hegel’s school. Hotho agrees with Hegel both in depicting Descartes as the discoverer of the ontological self-position of thought, and thus as the founder of modern philosophy, and in criticizing him for having reduced thought to a subjective and ‘finite’ faculty. Hotho is original, instead, in interpreting Descartes’ four ‘rules of method’ in an idealistic way, as well as in expanding on his idea of ‘analysis’ and on the proofs of the existence of God
«La grande incoerenza dell’intero sistema». Hegel e Hotho interpreti di Cartesio / Bertani, Corrado. - In: GIORNALE CRITICO DELLA FILOSOFIA ITALIANA. - ISSN 2284-1474. - STAMPA. - 103:2(2024), pp. 341-365.
«La grande incoerenza dell’intero sistema». Hegel e Hotho interpreti di Cartesio
BERTANI, CORRADO
2024-01-01
Abstract
La dissertazione De philosophia cartesiana di H. G. Hotho, del 1826, è la prima esposizione organica del pensiero di Descartes prodotta dalla scuola hegeliana. Hotho vi riprende l’immagine ancipite che Hegel andava proponendo di Cartesio, scopritore dell’autoposizione ontologica del pensiero, e come tale fondatore della filosofia moderna, ma d’altro canto irretito in una concezione soggettiva e ‘finita’ del pensiero. L’originalità di Hotho risiede nell’offrire una lettura ‘idealistica’ delle regole del metodo, trascurate da Hegel, nell’attribuire un ruolo centrale all’analisi (in senso cartesiano), infine in un’interessante disamina ‘dialettica’ delle prove dell’esistenza di DioI documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione



