Nel panorama della filosofia contemporanea, Gustavo Bontadini (1903-1990) e Martin Heidegger (1889-1976) – nonostante una diversità radicale di esiti – hanno avvertito la necessità di continuare a presentare, come urgenza filosofica, il tema dell’essere. Il pensiero di entrambi, secondo aspetti diversi, mostra come la questione ontologica, profondamente legata alla domanda e alla natura del fondamento, mai sorda al senso della vita dell’umano, anzi profondamente radicata nel costituirsi essenziale dell’uomo, sia la questione essenziale del pensiero e della nostra esistenza, nonché la domanda fondamentale della filosofia. Per questa ragione, torniamo a presentare il tema, mettendo in relazione proprio il pensiero di questi due filosofi che, seppur temporalmente e tematicamente molto vicini, non hanno avuto l’occasione di incontrarsi e conoscersi direttamente. Il presente lavoro tenterà di far dialogare – attraverso i loro testi – i due autori, senza dimenticare e, anzi, mettendo in luce le differenze sostanziali che fanno divergere le due vie di pensiero. Una certa affinità è individuata nell’impiego del metodo fenomenologico che verrà analizzato nei suoi tratti fondamentali, in rapporto alla tradizione greca e in rapporto alla critica che ambedue rivolgono al dualismo gnoseologico moderno. Da questo terreno comune, verrà poi preso in considerazione il diverso svolgimento della questione del fondamento, nella necessità della sua riproposizione, intimamente connesso alla domanda sull’essere e sullo statuto dell’ente. Da ultimo verrà trattata la questione del niente in prospettiva metafisica, profondamente legata, per entrambi i nostri autori di riferimento, alla riflessione sulla trascendenza: dall’esperienza del negativo che porta al Teorema di Creazione in Bontadini, al "Nichts" heideggeriano, inteso come il non-ontico. Dopo aver mostrato il punto di vista di Bontadini sulla filosofia heideggeriana e il ruolo che, nella sua prospettiva, essa ricopre nel panorama filosofico contemporaneo, una riflessione sulle due proposte metafisiche verrà condotta nelle conclusioni.
Bontadini e Heidegger: questioni metafisiche nella filosofia del Novecento tra Italia e Germania / Biscardi, F.. - In: RIVISTA ROSMINIANA DI FILOSOFIA E DI CULTURA. - ISSN 0035-7030. - 2022:(2022), pp. 201-271.
Bontadini e Heidegger: questioni metafisiche nella filosofia del Novecento tra Italia e Germania
Biscardi, Federica
2022-01-01
Abstract
Nel panorama della filosofia contemporanea, Gustavo Bontadini (1903-1990) e Martin Heidegger (1889-1976) – nonostante una diversità radicale di esiti – hanno avvertito la necessità di continuare a presentare, come urgenza filosofica, il tema dell’essere. Il pensiero di entrambi, secondo aspetti diversi, mostra come la questione ontologica, profondamente legata alla domanda e alla natura del fondamento, mai sorda al senso della vita dell’umano, anzi profondamente radicata nel costituirsi essenziale dell’uomo, sia la questione essenziale del pensiero e della nostra esistenza, nonché la domanda fondamentale della filosofia. Per questa ragione, torniamo a presentare il tema, mettendo in relazione proprio il pensiero di questi due filosofi che, seppur temporalmente e tematicamente molto vicini, non hanno avuto l’occasione di incontrarsi e conoscersi direttamente. Il presente lavoro tenterà di far dialogare – attraverso i loro testi – i due autori, senza dimenticare e, anzi, mettendo in luce le differenze sostanziali che fanno divergere le due vie di pensiero. Una certa affinità è individuata nell’impiego del metodo fenomenologico che verrà analizzato nei suoi tratti fondamentali, in rapporto alla tradizione greca e in rapporto alla critica che ambedue rivolgono al dualismo gnoseologico moderno. Da questo terreno comune, verrà poi preso in considerazione il diverso svolgimento della questione del fondamento, nella necessità della sua riproposizione, intimamente connesso alla domanda sull’essere e sullo statuto dell’ente. Da ultimo verrà trattata la questione del niente in prospettiva metafisica, profondamente legata, per entrambi i nostri autori di riferimento, alla riflessione sulla trascendenza: dall’esperienza del negativo che porta al Teorema di Creazione in Bontadini, al "Nichts" heideggeriano, inteso come il non-ontico. Dopo aver mostrato il punto di vista di Bontadini sulla filosofia heideggeriana e il ruolo che, nella sua prospettiva, essa ricopre nel panorama filosofico contemporaneo, una riflessione sulle due proposte metafisiche verrà condotta nelle conclusioni.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione



