L’articolo esamina come, nella prospettiva del recepimento della Direttiva (Ue) n. 2019/2121, le operazioni societarie di mobilità transfrontaliera (vale a dire le trasformazioni, le fusioni e le scissioni transfrontaliere) possano essere utilizzate come strumento di delocalizzazione. Dopo una breve introduzione sul contesto normativo in cui è stata adottata la Direttiva (Ue) n. 2019/2121, vengono illustrate le caratteristiche di ciascuna di queste operazioni. L’articolo esamina quindi i princìpi e i criteri direttivi previsti dal legislatore italiano per provvedere al recepimento nel nostro ordinamento della Direttiva (Ue) n. 2019/2121, soffermandosi in particolare sugli strumenti di tutela dei diritti dei lavoratori. Il contributo, infine, analizza gli obblighi di informazione e di consultazione dei lavoratori, le regole in tema di partecipazione e quelle relative al rilascio del certificato preliminare, approfondendo come, nelle tre operazioni di mobilità transfrontaliera, i diritti dei lavoratori siano tutelati in modo diverso.
THE CROSS-BORDER MOBILITY OF COMPANIES AS A TOOL TO EFFECT RELOCATIONS: REMARKS ON DIRECTIVE (EU) N. 2019/2121. This article examines how, in the context of the transposition of Directive (EU) n. 2019/2121, cross-border mobility operations (namely, cross-border conversions, mergers and divisions) may be used to effect relocations. After a brief introduction on the framework in which Directive (EU) n. 2019/2121 was adopted, the features of each of these cross-border mobility operations are presented. Afterwards, the article examines the guiding principles and criteria enacted by the Italian law-maker to transpose Directive (EU) n. 2019/2121 into Italian law, focusing in particular on the protection of the employees. Finally, the article analyses the rules on employee information and consultation, those on employee participation, and those on the issuance of the pre-operation certificate, highlighting the differences existing among the three cross-border mobility operations with regard to the protection of the employees.
La mobilità transfrontaliera delle società come strumento di delocalizzazione: note a margine della Direttiva (Ue) n. 2019 /2121 / Malberti, Corrado. - In: RIVISTA GIURIDICA DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE. - ISSN 0392-7229. - 2022:3(2022), pp. 449-465.
La mobilità transfrontaliera delle società come strumento di delocalizzazione: note a margine della Direttiva (Ue) n. 2019 /2121
Malberti, Corrado
2022-01-01
Abstract
L’articolo esamina come, nella prospettiva del recepimento della Direttiva (Ue) n. 2019/2121, le operazioni societarie di mobilità transfrontaliera (vale a dire le trasformazioni, le fusioni e le scissioni transfrontaliere) possano essere utilizzate come strumento di delocalizzazione. Dopo una breve introduzione sul contesto normativo in cui è stata adottata la Direttiva (Ue) n. 2019/2121, vengono illustrate le caratteristiche di ciascuna di queste operazioni. L’articolo esamina quindi i princìpi e i criteri direttivi previsti dal legislatore italiano per provvedere al recepimento nel nostro ordinamento della Direttiva (Ue) n. 2019/2121, soffermandosi in particolare sugli strumenti di tutela dei diritti dei lavoratori. Il contributo, infine, analizza gli obblighi di informazione e di consultazione dei lavoratori, le regole in tema di partecipazione e quelle relative al rilascio del certificato preliminare, approfondendo come, nelle tre operazioni di mobilità transfrontaliera, i diritti dei lavoratori siano tutelati in modo diverso.| File | Dimensione | Formato | |
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