Questo saggio si propone di illustrare, a partire da Socrate, la ferma opposizione dei filosofi antichi al sentimento tragico della vita e al lamento sui mali dell’esistenza. L’analisi usa alcuni riferimenti a Platone e ad Aristotele per mostrare aspetti di continuità nelle loro prescrizioni etiche: il richiamo ad assumersi la responsabilità della propria vita; il divieto di accusare la cattiva sorte; l’invito a coltivare la virtù. Si analizza infine il caso estremo dell’etica stoica, che da un lato propone il valore esclusivo della virtù, dall’altro un’immagine razionale e benevola del Fato. Con la prescrizione di accettare volentieri il destino e di svolgere bene il proprio compito. This essay aims to explain, starting from Socrates, the firm opposition of the ancient philosophers to the tragic feeling of life and to lamentation about the evils of existence. The analysis uses some references to Plato and Aristotle to show aspects of continuity in their ethical prescriptions: the call to take responsibility of our own lives; the prohibition of complaining for the bad luck; the invitation to cultivate virtue. Finally it analyzes the extreme case of the Stoic ethics, which on one hand offers the unique value of virtue, on the other a rational and benevolent image of Fate. With prescription to accept the offer of the destiny voluntarily, with the commitment to perform well the task assigned.

Senza rabbia: la virtù stoica contro il sentimento tragico della vita

de Luise, Fulvia
2014

Abstract

Questo saggio si propone di illustrare, a partire da Socrate, la ferma opposizione dei filosofi antichi al sentimento tragico della vita e al lamento sui mali dell’esistenza. L’analisi usa alcuni riferimenti a Platone e ad Aristotele per mostrare aspetti di continuità nelle loro prescrizioni etiche: il richiamo ad assumersi la responsabilità della propria vita; il divieto di accusare la cattiva sorte; l’invito a coltivare la virtù. Si analizza infine il caso estremo dell’etica stoica, che da un lato propone il valore esclusivo della virtù, dall’altro un’immagine razionale e benevola del Fato. Con la prescrizione di accettare volentieri il destino e di svolgere bene il proprio compito. This essay aims to explain, starting from Socrates, the firm opposition of the ancient philosophers to the tragic feeling of life and to lamentation about the evils of existence. The analysis uses some references to Plato and Aristotle to show aspects of continuity in their ethical prescriptions: the call to take responsibility of our own lives; the prohibition of complaining for the bad luck; the invitation to cultivate virtue. Finally it analyzes the extreme case of the Stoic ethics, which on one hand offers the unique value of virtue, on the other a rational and benevolent image of Fate. With prescription to accept the offer of the destiny voluntarily, with the commitment to perform well the task assigned.
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de Luise, Fulvia
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