Il saggio presenta in parte gli esiti di alcune ricerche su Guicciardini condotte prevalentemente a Columbia University nel 2011 e discusse in alcuni seminari a New York. Si tratta di ricerche ancora in corso sull'importanza della formazione giuridica per il pensiero politico di Francesco Guicciardini e su come insistere sull'armamentario concettuale proprio di un giurista di scuola quale egli fu, aiuti a interpretare alcuni dei momenti più controversi della sua opera. In particolare nel saggio si discute dei ritratti che Guicciardini dedica a Lorenzo de' Medici sia nelle Storie fiorentine, sia nella Storia d'Italia. Si tratta di un momento particolarmente complesso, come hanno notato storici del pensiero come Felix Gilbert. I due ritratti sono essenziali per comprendere sia il pensiero repubblicano di Guicciardini, sia in che modo egli valutava l'operato di colui che a tutti gli effetti si comportava come un principe, pur essendo privo di titolo. Il saggio propone una lettura di questi ritratti, mostrando anche ciò che resta inalterato nel pensiero di Guicciardini, nel passaggio dalle giovanili Storie (1508) alla matura Storia d'Italia (1537-1540). Ciò è importante anche per comprendere, più in generale, quale fu il suo pensiero intorno al potere dei Medici, che già il suo amico Machiavelli chiamava 'principato'.

«Francesco Guicciardini, quello che scrisse questa istoria, dottore di legge»

Carta, Paolo
2012-01-01

Abstract

Il saggio presenta in parte gli esiti di alcune ricerche su Guicciardini condotte prevalentemente a Columbia University nel 2011 e discusse in alcuni seminari a New York. Si tratta di ricerche ancora in corso sull'importanza della formazione giuridica per il pensiero politico di Francesco Guicciardini e su come insistere sull'armamentario concettuale proprio di un giurista di scuola quale egli fu, aiuti a interpretare alcuni dei momenti più controversi della sua opera. In particolare nel saggio si discute dei ritratti che Guicciardini dedica a Lorenzo de' Medici sia nelle Storie fiorentine, sia nella Storia d'Italia. Si tratta di un momento particolarmente complesso, come hanno notato storici del pensiero come Felix Gilbert. I due ritratti sono essenziali per comprendere sia il pensiero repubblicano di Guicciardini, sia in che modo egli valutava l'operato di colui che a tutti gli effetti si comportava come un principe, pur essendo privo di titolo. Il saggio propone una lettura di questi ritratti, mostrando anche ciò che resta inalterato nel pensiero di Guicciardini, nel passaggio dalle giovanili Storie (1508) alla matura Storia d'Italia (1537-1540). Ciò è importante anche per comprendere, più in generale, quale fu il suo pensiero intorno al potere dei Medici, che già il suo amico Machiavelli chiamava 'principato'.
2012
La 'Storia d‟Italia' di Guicciardini e la sua fortuna
Milano
Cisalpino
9788820510312
Carta, Paolo
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