Il nome del domenicano Gabriele Barletta è legato alla fortuna dei suoi Sermones, pubblicati per la prima volta tra il novembre 1497 e il gennaio 1498 a Brescia da Giacomo Britannico. L’editio princeps fu seguita, infatti, da un elevato numero di edizioni, italiane e straniere, che attestano un successo ampio e di lunga durata delle sue prediche. Nei sermoni del Barletta, composti in un latinus grossus, è frequente il ricorso a citazioni poetiche in volgare: gli autori più spesso citati risultano, come accade anche in altri predicatori del tempo, il Dante della Commedia e il Petrarca dei Trionfi, seguiti da Iacopone da Todi. Ma nei sermoni barlettiani è rilevabile anche la presenza di un numero significativo di citazioni dall’Acerba di Cecco d’Ascoli, che nell’articolo in questione, vengono puntualmente censite e studiate. Si segnala, inoltre, come queste citazioni vengano incrementate a partire dall’edizione bresciana del 1521, pubblicata da Ludovico Britannico e fratelli. Si osserva, infine, che nelle edizioni dei sermoni del Barletta pubblicate fuori d’Italia, in particolare in Francia e in Germania, le citazioni poetiche in volgare, compresi gli excerpta acerbiani, vengono tradotti in latino.

Citazioni acerbiane nei "Sermones" di Gabriele Barletta

Comboni, Andrea
2010

Abstract

Il nome del domenicano Gabriele Barletta è legato alla fortuna dei suoi Sermones, pubblicati per la prima volta tra il novembre 1497 e il gennaio 1498 a Brescia da Giacomo Britannico. L’editio princeps fu seguita, infatti, da un elevato numero di edizioni, italiane e straniere, che attestano un successo ampio e di lunga durata delle sue prediche. Nei sermoni del Barletta, composti in un latinus grossus, è frequente il ricorso a citazioni poetiche in volgare: gli autori più spesso citati risultano, come accade anche in altri predicatori del tempo, il Dante della Commedia e il Petrarca dei Trionfi, seguiti da Iacopone da Todi. Ma nei sermoni barlettiani è rilevabile anche la presenza di un numero significativo di citazioni dall’Acerba di Cecco d’Ascoli, che nell’articolo in questione, vengono puntualmente censite e studiate. Si segnala, inoltre, come queste citazioni vengano incrementate a partire dall’edizione bresciana del 1521, pubblicata da Ludovico Britannico e fratelli. Si osserva, infine, che nelle edizioni dei sermoni del Barletta pubblicate fuori d’Italia, in particolare in Francia e in Germania, le citazioni poetiche in volgare, compresi gli excerpta acerbiani, vengono tradotti in latino.
Letteratura e filologia tra Svizzera e Italia: studi in onore di Guglielmo Gorni. II. La tradizione letteraria dal Duecento al Settecento.
ROMA
Edizioni di storia e letteratura
9788863721409
Comboni, Andrea
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