Il volume rappresenta un tentativo di affrontare il carattere e l’evoluzione della Geografia culturale e di uno dei suoi temi tradizionali — il paesaggio — movendo dal concetto di cultura. Tale concetto che nel medioevo scolastico si era cristallizzato, introno alla metà del XVIII sec., in virtù del pensiero illuministico, si andò dinamizzando e acquisì più significati. La polisemia causò equivocità, la quale peraltro potrebbe essere considerata anche come ricchezza di contenuti semantici. A una definizione ampia di cultura, secondo il senso corrente, se ne contrappone una secondo il senso ristretto che attiene all’interpretazione che oggetti storicamente, artisticamente e letterariamente connotati, suggeriscono a soggetti o osservatori superiormente informati. Ma la cultura ha anche un’interpretazione secondo i singoli popoli: matrici di genti diverse sono fonti da cui traggono origine peculiari posizioni culturali e, dunque, geografiche. La letteratura geografica consente di riflettere sulle accezioni che l’attributo culturale assume in connessione alla Geografia. Si possono così far emergere sia le tradizionali definizioni basate sul modo o genere di vita, sia quelle più attuali che tendono a enfatizzare aspetti immateriali, spirituali ed emozionali. Il tema del paesaggio s’inquadra nella disciplina considerata. Si segue l’evolversi del concetto rifacendosi inizialmente all’idea generica — così come si è andata formando nella coscienza comune — per tradurla poi in idea geografica. È ciò affinché vi fosse un divenire comprensibile e logico nello stesso tempo. L’argomento è trattato osservando soprattutto la cultura dell’uomo che modella, trasforma e rappresenta quel paesaggio. Al volume è stato dato il titolo di Riscontri. Riscontri che vogliono significare conferme di una tesi che si è immaginata. L’asserto consiste nell’ ansia di dimostrare l’innalzamento di una disciplina — della disciplina geografica — per il tramite di una consapevolezza culturale o, più ancora, come si abbia un’altra Geografia per autentiche motivazioni scientifiche, soprattutto, o storiche o artistiche, ma anche liriche ed estetiche, quando se ne rinvengano. Testimoni di tali momenti sono, appunto, i riscontri, ricercati presso i maestri del pensiero geografico in tutte quelle esplicazioni che, al di là del comune procedere, hanno illuminato il passato e il divenire di questo nostro pianeta , in rapporto all’interprete umano.

Riscontri di Geografia culturale

Andreotti, Giuliana
2008

Abstract

Il volume rappresenta un tentativo di affrontare il carattere e l’evoluzione della Geografia culturale e di uno dei suoi temi tradizionali — il paesaggio — movendo dal concetto di cultura. Tale concetto che nel medioevo scolastico si era cristallizzato, introno alla metà del XVIII sec., in virtù del pensiero illuministico, si andò dinamizzando e acquisì più significati. La polisemia causò equivocità, la quale peraltro potrebbe essere considerata anche come ricchezza di contenuti semantici. A una definizione ampia di cultura, secondo il senso corrente, se ne contrappone una secondo il senso ristretto che attiene all’interpretazione che oggetti storicamente, artisticamente e letterariamente connotati, suggeriscono a soggetti o osservatori superiormente informati. Ma la cultura ha anche un’interpretazione secondo i singoli popoli: matrici di genti diverse sono fonti da cui traggono origine peculiari posizioni culturali e, dunque, geografiche. La letteratura geografica consente di riflettere sulle accezioni che l’attributo culturale assume in connessione alla Geografia. Si possono così far emergere sia le tradizionali definizioni basate sul modo o genere di vita, sia quelle più attuali che tendono a enfatizzare aspetti immateriali, spirituali ed emozionali. Il tema del paesaggio s’inquadra nella disciplina considerata. Si segue l’evolversi del concetto rifacendosi inizialmente all’idea generica — così come si è andata formando nella coscienza comune — per tradurla poi in idea geografica. È ciò affinché vi fosse un divenire comprensibile e logico nello stesso tempo. L’argomento è trattato osservando soprattutto la cultura dell’uomo che modella, trasforma e rappresenta quel paesaggio. Al volume è stato dato il titolo di Riscontri. Riscontri che vogliono significare conferme di una tesi che si è immaginata. L’asserto consiste nell’ ansia di dimostrare l’innalzamento di una disciplina — della disciplina geografica — per il tramite di una consapevolezza culturale o, più ancora, come si abbia un’altra Geografia per autentiche motivazioni scientifiche, soprattutto, o storiche o artistiche, ma anche liriche ed estetiche, quando se ne rinvengano. Testimoni di tali momenti sono, appunto, i riscontri, ricercati presso i maestri del pensiero geografico in tutte quelle esplicazioni che, al di là del comune procedere, hanno illuminato il passato e il divenire di questo nostro pianeta , in rapporto all’interprete umano.
Trento
Artimedia Valentina Trentini
9788887980110
Andreotti, Giuliana
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11572/69399
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