Il libro indaga i rapporti tra sapere giuridico e formazione del giurista evidenziando i limiti del nostro sistema se paragonato ad esperienze straniere e agli input provenienti dall'Unione europea. Il ‘ribaltamento’ dei settori scientifico-disciplinari (che, come è noto, caratterizzano la ricerca) nelle attività formative pone una domanda: se la scienza è disciplinare può e deve esserlo anche la didattica? Il quesito non è peregrino se si pensa che i settori scientifico disciplinari esistono solo nel nostro Paese e, spesso, rispondono a logiche non facilmente comprensibili. Il libro introduce la distinzione tra sapere e abilità nel lavoro del giurista. Il sapere giuridico corrisponde al patrimonio sapienziale accumulato dai giuristi. Detto sapere è la base su cui il giurista innesta il proprio ‘saper fare’. Il saper fare del giurista si sostanzia nel possesso di molte abilità: alcune comuni a molte altre figure professionali (abilità generiche o trasversali) altre tipiche degli operatori del diritto. In questo libro, senza alcuna pretesa di esaustività, se ne analizzanoo circa una ventina. Nel capitolo 2 si affrontano le abilità connesse al linguaggio con particolare riferimento alla comprensione del testo e all’attività di costruzione dei significati propria di una delle attività tipiche del giurista: l’interpretazione. Il capitolo 3 è dedicato al problem solving e alle tante subabilità che lo stesso presuppone nel duplice contesto della soluzione dei casi giuridici e della costruzione di strategie generali di soluzione dei problemi. Il capitolo 4 affronta le abilità connesse alla scrittura e alla redazione di atti saggi scientifici, leggi, contratti e così via. Il capitolo 5 evidenzia come sia importante imparare a conoscere e valorizzare se stessi enucleando le abilità che si possono definire ‘riflessive’. Nel capitolo 6 trovano spazio le abilità relazionali importanti perché il lavoro del giurista spesso comporta la necessità di rapportarsi agli altri. Il capitolo 7, infine, approfondisce alcune abilità tipiche di singole figure di giuristi.

Giuristi si diventa: come riconoscere e apprendere le abilità proprie delle professioni legali

Pascuzzi, Giovanni
2008

Abstract

Il libro indaga i rapporti tra sapere giuridico e formazione del giurista evidenziando i limiti del nostro sistema se paragonato ad esperienze straniere e agli input provenienti dall'Unione europea. Il ‘ribaltamento’ dei settori scientifico-disciplinari (che, come è noto, caratterizzano la ricerca) nelle attività formative pone una domanda: se la scienza è disciplinare può e deve esserlo anche la didattica? Il quesito non è peregrino se si pensa che i settori scientifico disciplinari esistono solo nel nostro Paese e, spesso, rispondono a logiche non facilmente comprensibili. Il libro introduce la distinzione tra sapere e abilità nel lavoro del giurista. Il sapere giuridico corrisponde al patrimonio sapienziale accumulato dai giuristi. Detto sapere è la base su cui il giurista innesta il proprio ‘saper fare’. Il saper fare del giurista si sostanzia nel possesso di molte abilità: alcune comuni a molte altre figure professionali (abilità generiche o trasversali) altre tipiche degli operatori del diritto. In questo libro, senza alcuna pretesa di esaustività, se ne analizzanoo circa una ventina. Nel capitolo 2 si affrontano le abilità connesse al linguaggio con particolare riferimento alla comprensione del testo e all’attività di costruzione dei significati propria di una delle attività tipiche del giurista: l’interpretazione. Il capitolo 3 è dedicato al problem solving e alle tante subabilità che lo stesso presuppone nel duplice contesto della soluzione dei casi giuridici e della costruzione di strategie generali di soluzione dei problemi. Il capitolo 4 affronta le abilità connesse alla scrittura e alla redazione di atti saggi scientifici, leggi, contratti e così via. Il capitolo 5 evidenzia come sia importante imparare a conoscere e valorizzare se stessi enucleando le abilità che si possono definire ‘riflessive’. Nel capitolo 6 trovano spazio le abilità relazionali importanti perché il lavoro del giurista spesso comporta la necessità di rapportarsi agli altri. Il capitolo 7, infine, approfondisce alcune abilità tipiche di singole figure di giuristi.
Bologna
Il Mulino
9788815126276
Pascuzzi, Giovanni
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