L’articolo sviluppa una riflessione fra la rappresentazione delle donne ariostesche e le grafie delle avanguardie figurative novecentesche che aprirono le porte alla rivendicazione socio-artistica dell’autodeterminazione femminile. Da una parte, la rilettura delle cavaliere erranti che hanno anticipato uno scenario protofemminista, in aperta condanna alle posizioni misogine cinquecentesche; dall’altra, la narrazione visuale operata dalle “Amazzoni dell’Avanguardia” e dalle Sur-Femme futuriste che si ribellarono al “disprezzo della donna” dichiarato nel Manifesto marinettiano. Ariosto scardina l’immagine della “donna-angelo”, puro oggetto passivo del desiderio maschile, rendendo i personaggi femminili soggetti attivi: le guerriere Bradamante e Marfisa, prendono parte ai duelli; l’astuta Angelica, rivendica il proprio diritto di amare; la poetessa Vittoria Colonna, si fa manifesto di una nuova epoca letteraria. Natal’ja Gončarova, Ljubov’ Popova e ancora, Giannina Censi e Olga Biglieri, messaggere di nuove figurazioni artistiche e femministe. Rappresentazioni letterarie e grafiche, scenari illusori e peregrinazioni utopiche di un tracciato secolare che non risiede solo nelle illustrazioni narrate, ma anche nell’astrazione critica di un nuovo immaginario collettivo; una sovversione storico-figurativa che dal Cinquecento si rinvigorisce nel Novecento, per giungere ai giorni nostri.
The article explores the relationship between the portrayal of women in Ariosto’s works and the artistic styles of the 20th-century avant-garde, which paved the way for the socio-artistic assertion of women’s self-determination. On the one hand, a reinterpretation of the female knights-errant who anticipated a proto-feminist scenario, in open condemnation of sixteenth-century misogynistic attitudes; on the other, the visual narrative crafted by the ‘Amazons of the Avant-Garde’ and the Futurist Sur-Femme who rebelled against the ‘contempt for women’ declared in Marinetti’s Manifesto. Ariosto dismantles the image of the ‘angel-woman’, a mere passive object of male desire, transforming the female characters into active subjects: the warrior women Bradamante and Marfisa take part in duels; the astute Angelica asserts her right to love; the poetess Vittoria Colonna becomes the herald of a new literary era. Natal’ja Gončarova, Ljubov’ Popova, and also Giannina Censi and Olga Biglieri, heralds of new artistic and feminist expressions. Literary and graphic representations, illusory scenarios and utopian wanderings along a centuries-old path that lies not only in the narrated illustrations, but also in the critical abstraction of a new collective imagination; a historical-figurative subversion that, from the sixteenth century, was reinvigorated in the twentieth century, reaching the present day.
Guerriere, incantatrici e amazzoni: visualità protofemministe = Warriors, enchantresses and Amazons: proto-feminist imagery / Vattano, S.. - ELETTRONICO. - (2026), pp. 347-366. (Il disegno furioso / Furious Drawing Ferrara 10-12 settembre 2026).
Guerriere, incantatrici e amazzoni: visualità protofemministe = Warriors, enchantresses and Amazons: proto-feminist imagery
Vattano
2026-01-01
Abstract
L’articolo sviluppa una riflessione fra la rappresentazione delle donne ariostesche e le grafie delle avanguardie figurative novecentesche che aprirono le porte alla rivendicazione socio-artistica dell’autodeterminazione femminile. Da una parte, la rilettura delle cavaliere erranti che hanno anticipato uno scenario protofemminista, in aperta condanna alle posizioni misogine cinquecentesche; dall’altra, la narrazione visuale operata dalle “Amazzoni dell’Avanguardia” e dalle Sur-Femme futuriste che si ribellarono al “disprezzo della donna” dichiarato nel Manifesto marinettiano. Ariosto scardina l’immagine della “donna-angelo”, puro oggetto passivo del desiderio maschile, rendendo i personaggi femminili soggetti attivi: le guerriere Bradamante e Marfisa, prendono parte ai duelli; l’astuta Angelica, rivendica il proprio diritto di amare; la poetessa Vittoria Colonna, si fa manifesto di una nuova epoca letteraria. Natal’ja Gončarova, Ljubov’ Popova e ancora, Giannina Censi e Olga Biglieri, messaggere di nuove figurazioni artistiche e femministe. Rappresentazioni letterarie e grafiche, scenari illusori e peregrinazioni utopiche di un tracciato secolare che non risiede solo nelle illustrazioni narrate, ma anche nell’astrazione critica di un nuovo immaginario collettivo; una sovversione storico-figurativa che dal Cinquecento si rinvigorisce nel Novecento, per giungere ai giorni nostri.| File | Dimensione | Formato | |
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