Il saggio ricostruisce la storia e l’evoluzione del genere della sequenza liturgica — forma poetico-musicale appartenente alla tradizione del canto gregoriano — con particolare attenzione alla sua diffusione e rielaborazione negli Ordini mendicanti tra XII e XIII secolo. Nella prima parte, l’autore definisce la sequenza come forma a trasmissione prevalentemente monodica del canto liturgico latino, distinta da altri canti del Proprium e dalle forme dell’Ordinarium Missae, e ne suddivide l’evoluzione in quattro fasi fondamentali: 1. la sequenza prosastica notkeriana (IX–X secolo); 2. la fase di transizione con rime e assonanze (Victimae paschali laudes); 3. la sequenza “nuovo canto” (Neues Lied), con struttura strofica e versi metrici; 4. la codificazione vittorina ad opera di Adamo da San Vittore, modello per la successiva produzione domenicana e francescana. La seconda parte fornisce un ampio quadro bibliografico e documentario, illustrando i principali repertori e strumenti di ricerca: dal RISM B V1 ai Analecta Hymnica medii aevi, fino ai più recenti archivi digitali come Cantus Database, Corpus Monodicum, Clavis sequentiarum e Iter Liturgicum Italicum. Gozzi offre un repertorio aggiornato delle edizioni critiche e delle fonti europee, includendo anche studi regionali e cataloghi online. Segue un’approfondita analisi liturgico-musicale della sequenza come sesto canto del Proprium Missae, che racconta della sua integrazione nella Messa e dei rapporti con inni, tropi e conductus. L’autore illustra come le sequenze abbiano favorito la partecipazione comunitaria e popolare alla liturgia, generando forme para-liturgiche e devozionali (come Leise, laude e piae cantiones) che anticipano la prassi degli ordini mendicanti. Un ampio capitolo è dedicato all’uso didattico delle sequenze nella scuola medievale: attraverso l’analisi dei casi di Ermanno il Contratto e delle scuole benedettine, l’autore mostra come questi testi servissero alla formazione grammaticale, metrica, musicale e teologica dei novizi. Le diffuse pratiche della centonizzazione e del contrafactum sono presentate come strumento educativo e creativo che influenzerà la produzione poetico-musicale francescana e domenicana. Infine, l’autore collega tale eredità alla riforma liturgica domenicana del XIII secolo, che istituzionalizza un exemplar normativo comprendente un sequenziario comune a tutti i conventi dell’Ordine. Questo processo sancisce la sistematizzazione del repertorio, ispirato al modello vittorino, e rappresenta il passaggio dal mondo monastico alla nuova cultura liturgica dei mendicanti. Il saggio si distingue per l’approccio filologico e interdisciplinare, unendo analisi storica, musicale e documentaria. Offre un contributo fondamentale alla comprensione della continuità tra tradizione monastica e innovazione liturgica degli Ordini mendicanti, in particolare del repertorio domenicano.
Le sequenze negli Ordini mendicanti / Gozzi, M.. - STAMPA. - 9:(2025), pp. 11-54.
Le sequenze negli Ordini mendicanti
Gozzi, Marco
2025-01-01
Abstract
Il saggio ricostruisce la storia e l’evoluzione del genere della sequenza liturgica — forma poetico-musicale appartenente alla tradizione del canto gregoriano — con particolare attenzione alla sua diffusione e rielaborazione negli Ordini mendicanti tra XII e XIII secolo. Nella prima parte, l’autore definisce la sequenza come forma a trasmissione prevalentemente monodica del canto liturgico latino, distinta da altri canti del Proprium e dalle forme dell’Ordinarium Missae, e ne suddivide l’evoluzione in quattro fasi fondamentali: 1. la sequenza prosastica notkeriana (IX–X secolo); 2. la fase di transizione con rime e assonanze (Victimae paschali laudes); 3. la sequenza “nuovo canto” (Neues Lied), con struttura strofica e versi metrici; 4. la codificazione vittorina ad opera di Adamo da San Vittore, modello per la successiva produzione domenicana e francescana. La seconda parte fornisce un ampio quadro bibliografico e documentario, illustrando i principali repertori e strumenti di ricerca: dal RISM B V1 ai Analecta Hymnica medii aevi, fino ai più recenti archivi digitali come Cantus Database, Corpus Monodicum, Clavis sequentiarum e Iter Liturgicum Italicum. Gozzi offre un repertorio aggiornato delle edizioni critiche e delle fonti europee, includendo anche studi regionali e cataloghi online. Segue un’approfondita analisi liturgico-musicale della sequenza come sesto canto del Proprium Missae, che racconta della sua integrazione nella Messa e dei rapporti con inni, tropi e conductus. L’autore illustra come le sequenze abbiano favorito la partecipazione comunitaria e popolare alla liturgia, generando forme para-liturgiche e devozionali (come Leise, laude e piae cantiones) che anticipano la prassi degli ordini mendicanti. Un ampio capitolo è dedicato all’uso didattico delle sequenze nella scuola medievale: attraverso l’analisi dei casi di Ermanno il Contratto e delle scuole benedettine, l’autore mostra come questi testi servissero alla formazione grammaticale, metrica, musicale e teologica dei novizi. Le diffuse pratiche della centonizzazione e del contrafactum sono presentate come strumento educativo e creativo che influenzerà la produzione poetico-musicale francescana e domenicana. Infine, l’autore collega tale eredità alla riforma liturgica domenicana del XIII secolo, che istituzionalizza un exemplar normativo comprendente un sequenziario comune a tutti i conventi dell’Ordine. Questo processo sancisce la sistematizzazione del repertorio, ispirato al modello vittorino, e rappresenta il passaggio dal mondo monastico alla nuova cultura liturgica dei mendicanti. Il saggio si distingue per l’approccio filologico e interdisciplinare, unendo analisi storica, musicale e documentaria. Offre un contributo fondamentale alla comprensione della continuità tra tradizione monastica e innovazione liturgica degli Ordini mendicanti, in particolare del repertorio domenicano.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione



