Ogni parola ha la sua storia, dicono i linguisti, e spesso questa storia si può conoscere attraverso i dati che generazioni di studiosi hanno messo insieme nei vocabolari. Per alcune parole, però, non si è saputo dire molto, o si ripetono storie vecchie e non sufficientemente fondate. Nel libro si discutono dieci di queste parole, per esempio "facchino", generalmente rimandato a una voce araba che significa "giureconsulto", o "zibaldone", sulla cui origine non si è mai ben indagato; si fa inoltre vedere che la forma rubecchio usata da Dante non significa "rosseggiante", bensì "ruota dentata del mulino", e che nel Decameron c’è una parola di cui per secoli non ci si è accorti.
Ricostruzioni. Origini e vicende di dieci parole italiane / Parenti, A.. - (2025).
Ricostruzioni. Origini e vicende di dieci parole italiane
Parenti, Alessandro
2025-01-01
Abstract
Ogni parola ha la sua storia, dicono i linguisti, e spesso questa storia si può conoscere attraverso i dati che generazioni di studiosi hanno messo insieme nei vocabolari. Per alcune parole, però, non si è saputo dire molto, o si ripetono storie vecchie e non sufficientemente fondate. Nel libro si discutono dieci di queste parole, per esempio "facchino", generalmente rimandato a una voce araba che significa "giureconsulto", o "zibaldone", sulla cui origine non si è mai ben indagato; si fa inoltre vedere che la forma rubecchio usata da Dante non significa "rosseggiante", bensì "ruota dentata del mulino", e che nel Decameron c’è una parola di cui per secoli non ci si è accorti.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione



