La prima parte del contributo tratta i cambiamenti connessi all’occupazione femminile, la seconda descrive ambiti e soggetti delle politiche che possono sostenerla, da tempo indicate come “di conciliazione”. L’occupazione femminile è un punto importante delle strategie dell’Unione Europea, le cui indicazioni sono brevemente richiamate, per poi esaminare la distribuzione di tre modelli di ruoli entro la coppia, in Italia e in Europa, ripresa dalla letteratura. Il commento ai dati sottolinea il contrasto tra le aspirazioni delle donne e delle famiglie, da un lato, e la prevalenza, nella realtà, della divisione tradizionale del lavoro che, assieme a scarsi sostegni ed inefficienze pubbliche, tiene lontane le donne dal lavoro retribuito in larga parte del nostro paese. Il riflesso di tali squilibri si ravvisa in modo pesante nella fecondità, distante dai desideri più che nella media europea, al pari della scontentezza rispetto al lavoro. Riguardo alle politiche, la prima misura osservata sono i congedi parentali, che danno tempo per la cura e che tendono a correggere, con l’estensione al padre, l’esclusività femminile in questo campo. Si fa cenno all’applicazione della misura in Italia ed ai suoi limiti, come in seguito per quanto riguarda lo stato dei servizi per la prima infanzia, per l’età scolare e, inoltre, per l’età anziana con perdita di autonomia. Un ulteriore ambito comprende i lavori “flessibili” ed il part-time, estendendo l’esame alle politiche aziendali e ricordando, infine, l’opportunità che i sindacati assumano le esigenze conseguenti ai cambiamenti delle posizioni di uomini e donne nel lavoro e nella vita familiare entro la loro cultura e negli obiettivi.
Donne e welfare: crocevia dei cambiamenti di famiglie, lavoro e Stato
Schnabl, Elena
2007-01-01
Abstract
La prima parte del contributo tratta i cambiamenti connessi all’occupazione femminile, la seconda descrive ambiti e soggetti delle politiche che possono sostenerla, da tempo indicate come “di conciliazione”. L’occupazione femminile è un punto importante delle strategie dell’Unione Europea, le cui indicazioni sono brevemente richiamate, per poi esaminare la distribuzione di tre modelli di ruoli entro la coppia, in Italia e in Europa, ripresa dalla letteratura. Il commento ai dati sottolinea il contrasto tra le aspirazioni delle donne e delle famiglie, da un lato, e la prevalenza, nella realtà, della divisione tradizionale del lavoro che, assieme a scarsi sostegni ed inefficienze pubbliche, tiene lontane le donne dal lavoro retribuito in larga parte del nostro paese. Il riflesso di tali squilibri si ravvisa in modo pesante nella fecondità, distante dai desideri più che nella media europea, al pari della scontentezza rispetto al lavoro. Riguardo alle politiche, la prima misura osservata sono i congedi parentali, che danno tempo per la cura e che tendono a correggere, con l’estensione al padre, l’esclusività femminile in questo campo. Si fa cenno all’applicazione della misura in Italia ed ai suoi limiti, come in seguito per quanto riguarda lo stato dei servizi per la prima infanzia, per l’età scolare e, inoltre, per l’età anziana con perdita di autonomia. Un ulteriore ambito comprende i lavori “flessibili” ed il part-time, estendendo l’esame alle politiche aziendali e ricordando, infine, l’opportunità che i sindacati assumano le esigenze conseguenti ai cambiamenti delle posizioni di uomini e donne nel lavoro e nella vita familiare entro la loro cultura e negli obiettivi.File | Dimensione | Formato | |
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