Le guerre civili e le proscrizioni ebbero sulla società romana tardorepubblicana un impatto senza dubbio difficile da sopravvalutare. Ma come ri-uscirono i contemporanei, a partire dagli anni quaranta del I sec a.C. e nei decenni immediatamente successivi ad Azio, a superare il disorientamento e lo sconcerto provocati dall’eliminazione fisica di alcuni dei membri più in vista della classe dirigente, dall’improvviso sconvolgimento delle strut-ture proprietarie, dallo stravolgimento totale della morale e della legge di cui il futuro princeps era stato corresponsabile in qualità di triumviro? Sotto questo profilo, anche in virtù della loro contiguità cronologica rispetto all’età triumvirale, le 'Controversiae' e le 'Suasoriae' di Seneca Padre offrono una testimonianza privilegiata per valutare la transizione dalla Repubblica al Principato in un’ottica di storia culturale. Nello specifico, dai materiali retorici antologizzati da Seneca traspare perfettamente la rilevanza della pratica declamatoria quale strategia di ripartenza rispetto alla profonda crisi attraversata dai contemporanei. Oltre all’esigenza dell’oblio, in segui-to ai traumi vissuti negli anni drammatici che condussero all’affermazione politica di Ottaviano e nell’immediato dopoguerra, gli ambienti scolastici, espressione talora di conformismo o di un’opposizione più o meno velata al nuovo regime, testimoniano infatti come lo spazio riservato al ricordo delle guerre civili fosse tutt’altro che trascurabile: declamare sui dilemmi imposti alla 'civitas' dal passato recente e sulla sua eredità costituiva in tutta evidenza un esercizio di rilevanza cruciale nell’elaborazione e nella gestione di una memoria dall’enorme potenziale divisivo.

The profound impact of civil wars and proscriptions on the late republican Roman society can hardly be overestimated. Yet, starting from the turmoil of the 40s BCE and the aftermath of the Battle of Actium, how did contemporaries cope with the disorientation and dismay stemming from the physical elimination of some of the most prominent members of the ruling elite, the sudden upheaval of ownership structures, and the pervasive disruption of morality and law for which the future princeps bore shared responsibility as a triumvir? In this respect, given their chronological proximity to the Triumviral age, Seneca the Elder’s 'Controversiae' and 'Suasoriae' offer valuable insights for assessing the transition from the Republic to the Principate in terms of cultural history. More specifically, this rhetorical collection illuminates how declamatory practice worked as an exit strategy from the major crisis experienced by contemporaries. Besides the need to forget the traumas suffered during the dramatic years that led to Octavian’s political rise and in the immediate aftermath of the war, scholastic circles, sometimes compliant and at other times subtly opposed to the new regime’s ideology, afforded significant space to the memory of civil wars. Declaiming about the dilemmas thrust on the 'civitas' by recent events and their legacy was crucial in elaborating and managing memories laden with enormous divisive potential.

Declamare per uscire dalla crisi. Guerre civili e proscrizioni nell'opera di Seneca Padre / Vettori, Giulia. - ELETTRONICO. - 38:(2025), pp. 101-129. [10.54103/consonanze.174]

Declamare per uscire dalla crisi. Guerre civili e proscrizioni nell'opera di Seneca Padre

Vettori, Giulia
2025-01-01

Abstract

Le guerre civili e le proscrizioni ebbero sulla società romana tardorepubblicana un impatto senza dubbio difficile da sopravvalutare. Ma come ri-uscirono i contemporanei, a partire dagli anni quaranta del I sec a.C. e nei decenni immediatamente successivi ad Azio, a superare il disorientamento e lo sconcerto provocati dall’eliminazione fisica di alcuni dei membri più in vista della classe dirigente, dall’improvviso sconvolgimento delle strut-ture proprietarie, dallo stravolgimento totale della morale e della legge di cui il futuro princeps era stato corresponsabile in qualità di triumviro? Sotto questo profilo, anche in virtù della loro contiguità cronologica rispetto all’età triumvirale, le 'Controversiae' e le 'Suasoriae' di Seneca Padre offrono una testimonianza privilegiata per valutare la transizione dalla Repubblica al Principato in un’ottica di storia culturale. Nello specifico, dai materiali retorici antologizzati da Seneca traspare perfettamente la rilevanza della pratica declamatoria quale strategia di ripartenza rispetto alla profonda crisi attraversata dai contemporanei. Oltre all’esigenza dell’oblio, in segui-to ai traumi vissuti negli anni drammatici che condussero all’affermazione politica di Ottaviano e nell’immediato dopoguerra, gli ambienti scolastici, espressione talora di conformismo o di un’opposizione più o meno velata al nuovo regime, testimoniano infatti come lo spazio riservato al ricordo delle guerre civili fosse tutt’altro che trascurabile: declamare sui dilemmi imposti alla 'civitas' dal passato recente e sulla sua eredità costituiva in tutta evidenza un esercizio di rilevanza cruciale nell’elaborazione e nella gestione di una memoria dall’enorme potenziale divisivo.
2025
Strategie di ripartenza. Uscire dalle crisi nel mondo romano
Milano
Milano University Press
979-125-510-331-8
979-125-510-336-3
979-125-510-338-7
Vettori, Giulia
Declamare per uscire dalla crisi. Guerre civili e proscrizioni nell'opera di Seneca Padre / Vettori, Giulia. - ELETTRONICO. - 38:(2025), pp. 101-129. [10.54103/consonanze.174]
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11572/383969
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
  • OpenAlex ND
social impact