Max Weber ha individuato nel carisma la struttura legittimatoria per eccellenza del particolare per opera di un universale divino (l’ispirazione pneumatica): per lui, la forza e la vitalità del carisma richiedono, per essere riconosciute come tali e quindi per potersi esprimere nella loro globalità, l’obbedienza da parte di una comunità di seguaci e la trasformazione dell’eccezionalità carismatica in «pratica quotidiana, derivante dalla necessità di assicurare la successione». È questa Alltäglichkeit del carisma (peraltro in dialettica costante con la sua originaria extra-quotidianità ) a costituire l’inizio della sua razionalizzazione e di una sua Regelung, e non a caso, in altro contesto – e segnatamente con riguardo alla istituzionalizzazione e professionalizzazione della funzione requirente della magistratura in Dt 16, 18-20 – Weber rimarca come «burocratizzazione e teocratizzazione procedano di pari passo», con ciò istituendo un nesso funzionale tra lo sviluppo di una educazione specificamente clericale e la burocratizzazione e stabilizzazione del potere politico-sacrale (come nel caso esemplare del profeta Ezechiele). Riprendendo un tema classicamente sviluppato da Franz Overbeck («con la canonizzazione gli scritti diventano norme eterne»), Weber prefigura pertanto un parallelismo tra la trasformazione del carisma in senso extra-autoritario e la canonizzazione di un messaggio carismatico al fine di renderlo sia universalmente insegnabile, sia compatibile con una struttura burocratico-istituzionale. Con tale parallelismo, è aperta la strada per la formulazione di un universalismo religioso incentrato su una «ierocrazia mistica» (il cui paradigma è rappresentato, come hanno messo in luce gli studi di Henri De Lubac, dalla teoria del corpo mistico), momento decisivo di quel percorso storico-politico che, con il progressivo spostamento d’accenti da un’impostazione ecclesiologica di tipo cristomonistico a una di tipo pneumatomonistico, porterà poi a infrangere il «potere ierocratico» innerweltlich e a dare così fondazione teorica al concetto di tolleranza e di libertà di coscienza (percorso nel quale, come è noto, il sociologo di Erfurt, sulla scorta anche delle celebri ricerche jellinekiane, assegna alle sette calviniste un ruolo decisivo).

Ascesi e costituzione del soggetto in Max Weber / Ghia, Francesco. - STAMPA. - (2021), pp. 77-94.

Ascesi e costituzione del soggetto in Max Weber

Francesco Ghia
2021

Abstract

Max Weber ha individuato nel carisma la struttura legittimatoria per eccellenza del particolare per opera di un universale divino (l’ispirazione pneumatica): per lui, la forza e la vitalità del carisma richiedono, per essere riconosciute come tali e quindi per potersi esprimere nella loro globalità, l’obbedienza da parte di una comunità di seguaci e la trasformazione dell’eccezionalità carismatica in «pratica quotidiana, derivante dalla necessità di assicurare la successione». È questa Alltäglichkeit del carisma (peraltro in dialettica costante con la sua originaria extra-quotidianità ) a costituire l’inizio della sua razionalizzazione e di una sua Regelung, e non a caso, in altro contesto – e segnatamente con riguardo alla istituzionalizzazione e professionalizzazione della funzione requirente della magistratura in Dt 16, 18-20 – Weber rimarca come «burocratizzazione e teocratizzazione procedano di pari passo», con ciò istituendo un nesso funzionale tra lo sviluppo di una educazione specificamente clericale e la burocratizzazione e stabilizzazione del potere politico-sacrale (come nel caso esemplare del profeta Ezechiele). Riprendendo un tema classicamente sviluppato da Franz Overbeck («con la canonizzazione gli scritti diventano norme eterne»), Weber prefigura pertanto un parallelismo tra la trasformazione del carisma in senso extra-autoritario e la canonizzazione di un messaggio carismatico al fine di renderlo sia universalmente insegnabile, sia compatibile con una struttura burocratico-istituzionale. Con tale parallelismo, è aperta la strada per la formulazione di un universalismo religioso incentrato su una «ierocrazia mistica» (il cui paradigma è rappresentato, come hanno messo in luce gli studi di Henri De Lubac, dalla teoria del corpo mistico), momento decisivo di quel percorso storico-politico che, con il progressivo spostamento d’accenti da un’impostazione ecclesiologica di tipo cristomonistico a una di tipo pneumatomonistico, porterà poi a infrangere il «potere ierocratico» innerweltlich e a dare così fondazione teorica al concetto di tolleranza e di libertà di coscienza (percorso nel quale, come è noto, il sociologo di Erfurt, sulla scorta anche delle celebri ricerche jellinekiane, assegna alle sette calviniste un ruolo decisivo).
La filosofia politica di Weber
Milano
FrancoAngeli
978-88-351-2110-7
Ghia, Francesco
Ascesi e costituzione del soggetto in Max Weber / Ghia, Francesco. - STAMPA. - (2021), pp. 77-94.
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