Il rapido sviluppo delle tecnologie di Intelligenza Artificiale (“IA”) porta con sé la premessa di future opere artistiche ed invenzioni tecnologiche i cui autori ed inventori sono autonomamente i sistemi computazionali intelligenti. Nell’ambito del diritto d’autore, la creazione di dipinti e romanzi da parte di automi mette in discussione la visione antropocentrica che ha da sempre caratterizzato la materia. In particolare, è dibattuto se, e a chi, gli output computazionali possano appartenere, se siano presenti i requisiti della originalità e della novità all’interno dell’opera computazionale ed addirittura se esse stesse, a causa dell’origine non umana, siano meritevoli di protezione. In campo brevettuale, l’utilizzo delle IA nel processo inventivo mette in dubbio lo stato soggettivo dell’inventore e anche in questa circostanza le domande che sorgono spontanee riguardano non solo a chi spetti la titolarità delle invenzioni computazionali, ma anche la presenza dei requisiti della novità dell’invenzione e dell’attività inventiva, nonché, l’opportunità stessa di una loro protezione. Questo elaborato si è posto l’obiettivo di effettuare una prima ricognizione, in chiave comparata, di come le tutele autoriali e brevettuali, italiane e statunitensi, possano applicarsi alle opere e alle invenzioni computazionali. Ai fini di una ricostruzione completa ed esaustiva sono stati presi in considerazione gli sviluppi storici delle privative per comprenderne la nascita, l’evoluzione e il possibile sviluppo futuro. Sono anche state analizzate le rationes più profonde che sostengono l’intero sistema dei diritti di proprietà intellettuale per capire se potessero essere collocate anche alla base di una giustificazione per la protezione dei prodotti computazionali. Inoltre, sono stati analizzati i singoli requisiti, che devono caratterizzare le opere e le invenzioni, così come richiesti dalle normative di civil law e di common law, ai fini della concessione delle due privative. L’analisi conclude osservando che l’attuale sistema, per la sua formulazione e struttura, non è compatibile rispetto alla protezione delle opere e delle invenzioni computazionali. Pertanto, in questo elaborato è stata proposta come soluzione interpretativa più adatta quella che ritiene il pubblico dominio come la scelta più ragionevole rispetto agli output delle macchine intelligenti. La soluzione adottata è giustificata anche in relazione al fatto che i sistemi computazionali intelligenti di cui si tratta possiedono un meccanismo di funzionamento che, per alcuni aspetti, non è chiaro nemmeno agli addetti al settore, portando con sé la difficoltà di una sua regolamentazione. Nell’attesa di una chiarificazione in ambito tecnologico in merito al sistema operativo che presentano gli automi intelligenti e di una esplicita regolamentazione sul punto da parte del legislatore si ritiene, per il momento, che la collocazione di questi prodotti nel pubblico dominio sia la scelta più efficiente.

Macchine intelligenti che creano ed inventano. Profili e rilievi critici del nuovo rapporto tra intelligenza artificiale e diritti di proprietà intellettuale / Trevisanello, Laura. - ELETTRONICO. - (2019), pp. 1-212. [10.15168/11572_250567]

Macchine intelligenti che creano ed inventano. Profili e rilievi critici del nuovo rapporto tra intelligenza artificiale e diritti di proprietà intellettuale

Trevisanello, Laura
2019

Abstract

Il rapido sviluppo delle tecnologie di Intelligenza Artificiale (“IA”) porta con sé la premessa di future opere artistiche ed invenzioni tecnologiche i cui autori ed inventori sono autonomamente i sistemi computazionali intelligenti. Nell’ambito del diritto d’autore, la creazione di dipinti e romanzi da parte di automi mette in discussione la visione antropocentrica che ha da sempre caratterizzato la materia. In particolare, è dibattuto se, e a chi, gli output computazionali possano appartenere, se siano presenti i requisiti della originalità e della novità all’interno dell’opera computazionale ed addirittura se esse stesse, a causa dell’origine non umana, siano meritevoli di protezione. In campo brevettuale, l’utilizzo delle IA nel processo inventivo mette in dubbio lo stato soggettivo dell’inventore e anche in questa circostanza le domande che sorgono spontanee riguardano non solo a chi spetti la titolarità delle invenzioni computazionali, ma anche la presenza dei requisiti della novità dell’invenzione e dell’attività inventiva, nonché, l’opportunità stessa di una loro protezione. Questo elaborato si è posto l’obiettivo di effettuare una prima ricognizione, in chiave comparata, di come le tutele autoriali e brevettuali, italiane e statunitensi, possano applicarsi alle opere e alle invenzioni computazionali. Ai fini di una ricostruzione completa ed esaustiva sono stati presi in considerazione gli sviluppi storici delle privative per comprenderne la nascita, l’evoluzione e il possibile sviluppo futuro. Sono anche state analizzate le rationes più profonde che sostengono l’intero sistema dei diritti di proprietà intellettuale per capire se potessero essere collocate anche alla base di una giustificazione per la protezione dei prodotti computazionali. Inoltre, sono stati analizzati i singoli requisiti, che devono caratterizzare le opere e le invenzioni, così come richiesti dalle normative di civil law e di common law, ai fini della concessione delle due privative. L’analisi conclude osservando che l’attuale sistema, per la sua formulazione e struttura, non è compatibile rispetto alla protezione delle opere e delle invenzioni computazionali. Pertanto, in questo elaborato è stata proposta come soluzione interpretativa più adatta quella che ritiene il pubblico dominio come la scelta più ragionevole rispetto agli output delle macchine intelligenti. La soluzione adottata è giustificata anche in relazione al fatto che i sistemi computazionali intelligenti di cui si tratta possiedono un meccanismo di funzionamento che, per alcuni aspetti, non è chiaro nemmeno agli addetti al settore, portando con sé la difficoltà di una sua regolamentazione. Nell’attesa di una chiarificazione in ambito tecnologico in merito al sistema operativo che presentano gli automi intelligenti e di una esplicita regolamentazione sul punto da parte del legislatore si ritiene, per il momento, che la collocazione di questi prodotti nel pubblico dominio sia la scelta più efficiente.
Trento
Università degli studi di Trento. Facoltà di Giurisprudenza
978-88-8443-887-4
Macchine intelligenti che creano ed inventano. Profili e rilievi critici del nuovo rapporto tra intelligenza artificiale e diritti di proprietà intellettuale / Trevisanello, Laura. - ELETTRONICO. - (2019), pp. 1-212. [10.15168/11572_250567]
Trevisanello, Laura
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