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<dc:title>La tradizione liturgico-musicale dell'Ufficio nei codici conservati ad Asti (secoli XII-XV). Volume I: Commento e appendici; Volume II: Indici dei testimoni</dc:title>
<dc:creator>Cammarata, Clarissa</dc:creator>
<dc:contributor>Cammarata, Clarissa</dc:contributor>
<dc:contributor>Gozzi, Marco</dc:contributor>
<dc:subject>Ufficio, Liturgia delle Ore, Asti, medioevo, codici, manoscritti</dc:subject>
<dc:subject>Settore L-ART/07 - Musicologia e Storia della Musica</dc:subject>
<dc:description>La presente tesi dottorale si propone di indagare gli elementi fondamentali della tradizione liturgico-musicale dell’Ufficio secondo un gruppo di codici manoscritti conservati presso l’Archivio Capitolare e la Biblioteca del Seminario vescovile di Asti, databili e datati complessivamente tra i secc. XII-XV.  Il primo volume contiene, in sostanza, il commento di ogni testimone esaminato, le appendici e la bibliografia e sitografia. L’introduzione stabilisce gli obiettivi del lavoro, delinea gli aspetti essenziali della storia delle istituzioni librarie coinvolte e del patrimonio librario liturgico ivi custodito, fornisce delle coordinate per comprendere il contesto storico e geo-liturgico in cui la ricerca si è svolta – ponendo l’accento sugli istituti religiosi che, con maggiore o minore grado di sicurezza, furono interessati nella produzione e/o nella fruizione dei manoscritti esaminati – e, infine, illustra la struttura generale della dissertazione e i criteri adottati per la selezione dei codici e per la descrizione di ciascuno. In seguito, capitolo per capitolo, vengono esaminati i tredici manoscritti. Questi ultimi, nella trattazione, sono ordinati cronologicamente per ognuna delle due istituzioni librarie, a cominciare dall’Archivio Capitolare con i codici 04, 03, A, s.s. e B. I primi due sono compositi e presentano sezioni di tipo sia prettamente liturgico – come Calendari, Calendari-Necrologi, Collettari, Capitolari-Collettari e cronache – che liturgico-musicale, tra le quali si menzionano un Invitatoriale, una raccolta di responsori brevi e versicoli, un Officium defunctorum e, di particolare interesse, il Libro Ordinario della Cattedrale di Asti datato al 1302. I codici A, s.s. e B costituiscono, nelle loro sezioni principali, gli Antifonari della medesima Cattedrale risalenti all’ultimo quarto del sec. XIV; nel codice B è meritevole di menzione, in una sezione ulteriore del manoscritto, l’Ufficio di s. Secondo patrono di Asti. Vengono dunque analizzati i manoscritti attualmente conservati presso la Biblioteca del Seminario vescovile: l’Antifonario XXIX, molto probabilmente proveniente dall’abbazia benedettina di S. Bartolomeo di Azzano d’Asti, che si è rivelato essere una testimonianza essenziale nel contesto liturgico musicale piemontese; l’Antifonario-Tonario-Innario cisterciense XIX; l’Antifonario cluniacense XIV, che ha mostrato dei significativi punti di contatto con il Breviario notato Mantova, Biblioteca Teresiana, 133, dell’abbazia di S. Benedetto Po in Polirone; il codice XXV, utilizzato presso il convento domenicano di S. Maria Maddalena in Asti; i codici XV e XVI, di impianto romano-francescano, forse provenienti originariamente dal convento dei minori conventuali di S. Francesco in Asti; l’Antifonario cisterciense I; il Salterio-Innario XLVI, probabilmente impiegato presso il convento cittadino degli osservanti di S. Bernardino. Di ogni testimone si fornisce una breve descrizione esterna e una descrizione interna volta a tentare di comprenderne il contesto di origine e fruizione e a scandagliarne gli elementi peculiari e distinti dalla tradizione di riferimento, almeno secondo gli studi attuali. Le conclusioni si concentrano sugli aspetti più interessanti che è stato possibile rintracciare; sono inoltre inserite alcune tavole che mostrano e pongono a confronto, nel complesso, il contenuto di ciascun codice. Seguono tre appendici: le trascrizioni musicali dei brani sconosciuti ai repertori o, in ogni caso, meritevoli di essere resi noti; l’indice dei testimoni manoscritti e a stampa citati nel corso della trattazione attraverso le sigle RISM (Répertoire International des Sources Musicales); l’indice dei canti indicizzati nel secondo volume in ordine alfabetico. Concludono bibliografia e sitografia.  Il secondo volume offre gli indici dei canti dei testimoni selezionati, con una spiegazione iniziale dei criteri utilizzati.</dc:description>
<dc:date>2025-04-01</dc:date>
<dc:type>info:eu-repo/semantics/doctoralThesis</dc:type>
<dc:identifier>https://hdl.handle.net/11572/449413</dc:identifier>
<dc:identifier>http://dx.doi.org/10.15168/11572_449413</dc:identifier>
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<dc:language>ita</dc:language>
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<dc:publisher>Università degli studi di Trento</dc:publisher>
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<dc:rights>license:Tutti i diritti riservati (All rights reserved)</dc:rights>
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<dc:rights>license uri:iris.PRI01</dc:rights>
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