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<dc:title>Exilium. Studi sull’esilio nella repressione criminale romana dal II sec. a.C. al III sec. d.C.</dc:title>
<dc:creator>Torresi, Maria Grazia</dc:creator>
<dc:contributor>Torresi, Maria Grazia</dc:contributor>
<dc:contributor>Miglietta, Massimo</dc:contributor>
<dc:contributor>Beggio, Tommaso</dc:contributor>
<dc:subject>diritto criminale romano</dc:subject>
<dc:subject> pena capitale</dc:subject>
<dc:subject> esilio</dc:subject>
<dc:subject> aqua et igni interdictio</dc:subject>
<dc:subject> deportatio</dc:subject>
<dc:subject> relegatio</dc:subject>
<dc:subject>Settore IUS/18 - Diritto Romano e Diritti dell'Antichita'</dc:subject>
<dc:subject>Settore GIUR-15/A - Diritto romano e fondamenti del diritto europeo</dc:subject>
<dc:description>L’exilium è un istituto complesso e multiforme, la cui funzione cambia a seconda delle mutate esigenze della società romana e delle nuove istanze repressive; per indagarne la natura s’intraprende uno studio che guarda in prospettiva diacronico-evolutiva tanto agli sviluppi del sistema repressivo, quanto ai mutamenti politico-istituzionali e sociali di Roma antica, seguendo un arco temporale che dall’età repubblicana arriva fino alla metà del III sec. d.C. L’obiettivo è offrire una nuova trattazione sul tema dell’esilio romano, evidenziando i punti di svolta per la storia dell’istituto e chiarendo la natura delle sue diverse tipologie. La ricerca offre una lettura d’insieme dei dati raccolti attraverso l’analisi della casistica d’esilio, ragionata e selezionata per il periodo compreso tra il 145 a.C. e il 235 d.C., degli interventi normativi di matrice imperiale e dei tentativi di sistematizzazione da parte della giurisprudenza. Nella prima parte dello studio si osservano i tempi e le modalità in cui l’exilium passò dall’essere un atto individuale e volontario che la civitas consentiva ai suoi membri allo scopo di sfuggire a una generica situazione di pericolo o all’esecuzione della pena capitale, all’assumere valore sanzionatorio, fino a enuclearsi quale vera e propria pena nella forma dell’aqua et igni interdictio. Nella seconda parte si guarda, invece, all’accoglimento della pena dell’interdictio nel sistema delle cognitiones extra ordinem e all’origine di nuove tipologie di esilio, quali le relegationes e la deportatio, volendo capire se tra gli istituti si configurino eventuali profili di continuità. La trattazione è completata da una terza parte dedicata all’analisi delle conseguenze giuridiche dell’esilio sullo status dei condannati e delle modalità di una possibile restitutio, con distinzione tra esilio di natura capitale e non capitale. Si approfondiscono dunque le dinamiche d’esecuzione della pena, osservando sia le misure adottate per assicurarne l’effettività, sia le problematiche relative alla geografia e alla durata del bando. Rileva ai fini della corretta qualificazione delle forme d’esilio anche lo studio della competenza giurisdizionale a comminare tale pena, valutando se si trattasse di un potere riconosciuto a tutti gli organi giudicanti e se esistessero criteri che guidassero il giudice alla scelta del tipo di bando da applicare. All’esito della ricerca si propone una definizione generale per ciascuna tipologia di esilio, valorizzando l’aspetto terminologico e considerando i rispettivi rapporti di maggiore o minore afflittività.</dc:description>
<dc:date>2025-04-11</dc:date>
<dc:type>info:eu-repo/semantics/doctoralThesis</dc:type>
<dc:identifier>https://hdl.handle.net/11572/447910</dc:identifier>
<dc:identifier>http://dx.doi.org/10.15168/11572_447910</dc:identifier>
<dc:identifier>10.15168/11572_447910</dc:identifier>
<dc:language>ita</dc:language>
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<dc:rights>info:eu-repo/semantics/openAccess</dc:rights>
<dc:publisher>Università degli studi di Trento</dc:publisher>
<dc:publisher>place:Trento</dc:publisher>
<dc:rights>license:Tutti i diritti riservati (All rights reserved)</dc:rights>
<dc:rights>license uri:iris.PRI01</dc:rights>
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